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Mercati valutari poco mossi in avvio di settimana

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Inizio di settimana poco mosso sui mercato valutari. Alle ore 12 l’Euro è in leggero progresso sia nei confronti del dollaro a 1,496 (+0,23%) e della sterlina a 0,897. Invariata la moneta unica rispetto al franco svizzero a 1,509 e allo yen a 133,88.

La valuta giapponese non beneficia dei positivi dati economici resi noti questa mattina. L’istituto di ricerca economica e sociale giapponese ha pubblicato il Prodotto interno lordo del 3° trimestre 2009 che ha registrato un progresso dell’1,2% rispetto ai tre mesi precedenti, sulla base di una crescita delle spese dei consumatori e delle imprese agevolata soprattutto dai pacchetti di stimolo governativi. Per la congiuntura nipponica si tratta della crescita più elevata degli ultimi due anni dopo il +0,6% registrato nel corso del secondo trimestre 2009.
Il dato positivo registrato dall’economia giapponese segue di pochi giorni quelli pubblicati in Europa e negli Stati Uniti. In base alla stima preliminare di Eurostat, il Pil dell’Eurozona nel terzo trimestre dell’anno è cresciuto infatti dello 0,4% rispetto al secondo trimestre. Su base annua l’andamento della congiuntura è ancora fragile e mostra una flessione del 4,1% rispetto all’analogo periodo del 2008.

Il quadro tecnico sembra mostrare una fase di consolidamento per l’Euro/dollaro. Ne sono convinti gli analisti di Berenberg Bank che evidenziano come l’Euro/dollaro nel corso della settimana dovrebbe mantenersi nel range compreso tra 1,4820 e 1,5060. Gli analisti di Natixis ritengono poi che l’eventuale superamento di quota 1,5064 favorirà nuovamente il test di area 1,5240/85 e poi di 1,6040.

Nel frattempo sul Forex scemano le aspettative sulla possibile rivalutazione dello yuan cinese, visto che negli incontri di questi giorni, la questione valutaria è stata solo sfiorata, sintomo che l’argomento è ancora tabù e poco gradito alle autorità el gigante asiatico.

Sul fronte macro sono attese per oggi le vendite al dettaglio negli Stati Uniti. La lettura relativa al mese di ottobre è attesa in crescita dello 0,9% rispetto a settembre. Nonostante si tratti di un dato che mostra una crescita modesta, il segno di un aumento della spesa delle famiglie americane (che pesa per oltre il 60% sul Pil), rappresenta un importante segnale di tenuta della domanda interna, in un contesto di persistente debolezza del mercato del lavoro. Un fattore in grado di alimentare anche le prospettive di recupero dell’economia anche nell’ultima parte dell’anno.
Da seguire anche il discorso che il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, terrà questa sera sulle prospettive dell’economia. L’audizione servirà anche per fare il punto sulle politiche di exit strategy dai piani di stimolo governativi che hanno inondato di liquidità i mercati finanziari.