Mercati tonici su precisazioni Fed. Sprint di Tokyo, è ancora fuga dall'oro

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 28/06/2013 - 09:14
Rientra parzialmente l'allarme sui mercati legato all'avvio dell'exit strategy da parte della Federal Reserve. Ieri Wall Street ha inanellato la terza seduta consecutiva di rialzi sostenuta dalle parole del presidente della Fed di New York, William Dudley, che ha rimarcato che se le performance dell'economia statunitense dovessero essere inferiori alle attese, e negli ultimi anni la Fed è stata spesso troppo ottimista, il piano di QE sarà prorogato. Dudley ha rimarcato inoltre che le parole di settimana scorsa di Bernanke sono state in parte fraintese dal mercato con il rallentamento del ritmo di acquisti di bond della Fed che dipenderà non dalle date del calendario, ma dalle prospettive economiche. Ieri in chiusura l'indice Dow Jones si è riportato sopra la soglia dei 15mila punti con un rialzo giornaliero dello 0,77%.
 
Positive in avvio dell'ultima seduta del primo semestre dell'anno le Borse europee con il Ftse Mib che sale dello 0,47% e lo spread in calo in area 275 punti base e rendimento del decennale italiano sceso al 4,45%.

Tokyo sale del 3,51%, balzo della produzione industriale nipponica
Finale di settimana scoppiettante per la Borsa di Tokyo che si è giovata delle buone indicazioni macro arrivate dalla produzione industriale di maggio e del forte deprezzamento dello yen. L'indice Nikkei ha chiuso il rialzo del 3,51% a quota 13.677,32 punti, sui massimi a 3 settimane. Il cross dollaro/yen si è portato a quota 99 yen sui massimi a oltre 2 settimane.
A maggio la produzione industriale nipponica, secondo i dati preliminari, ha evidenziato un balzo del 2% su base mensile rispetto al +0,9% precedente. Il consensus era per un più moderato +0,2%. Buone indicazioni anche dall'inflazione con l'indice dei prezzi al consumo giapponese che ha mostrato su base annua a maggio un calo dello 0,3% rispetto al -0,7% della precedente rilevazione. Gli analisti si attendevano una flessione dello 0,4%. Ancora lontano il target del 2% indicato dalla Bank of Japan da raggiujngere entro due anni.

Oro tocca nuovi minimi dal 2010, verso peggior trimestre dal 1920
Tra le materie prime nuovo tonfo dell'oro scivolato sotto i 1.200 dollari. Questa mattina il prezzo spot del metallo giallo è sceso fino a 1.180,5 dollari l'oncia, nuovi minimi dall'agosto 2010, per poi risalire in area 1.203 dollari. Da inizio anno l'oro ha perso circa il 28% del proprio valore. Nel solo secondo trimestre il calo è di circa il 25% e si avvia ad archiviare il peggior trimestre dal lontano 1920. Trimestre nero anche per l'argento che da inizio aprile ha ceduto oltre il 34% ed anch'esso è sceso ai minimi a quasi 3 anni (18,2305 $).



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