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Mercati sulle montagne russe

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Mattinata decisamente volatile per i listini europei e in particolari per quelli di Borsa Italiana che dopo un’apertura in calo di oltre un punto percentuale hanno trovato la forza per rimbalzare poderosamente e riportarsi in territorio positivo. Il mercato mostra un nervosismo elevato soprattutto alla luce del nuovo preoccupante allargamento dei differenziali di rendimento fra i bond decennali dei Paesi periferici e quelli tedeschi.


Monitorati speciali anche i famigerati CDS, gli strumenti derivati che permettono di assicurarsi dal rischio di default di un determinato Paese le cui quotazioni continuano a crescere in maniera preoccupante. Il mercato guarda inoltre la Grecia dopo che ieri sera c’è stato un nuovo downgrade da parte di Standad & Poor’s che ha abbassato il proprio rating sovrano a “CC” dal precedente “CCC, con outlook negativo. L’agenzia ha precisato come il piano di ristrutturazione del debito del Paese varato la settimana scorsa dall’Eurozona assomiglia molto a un “default selettivo”.

In mattinata l’attenzione degli operatori sarà concentrata sula nuova asta di titoli di stato italiani che potrebbero registrare un ulteriore aumento dei rendimenti offerti. Il differenziale tra Btp e Bund ha infatti saldamente superato quota 300 punti. Ieri si era registrata una buona domanda all’asta dei buoni del Tesoro decennali, ma il tutto grazie ai rendimenti offerti che hanno superato il 4% avvicinandosi a quanto offerto da un Paese periferico al centro della speculazione come la Spagna.


L’impressione generale rimane comunque quella di un mercato in attesa di novità per evitare quello che potrebbe essere un vero e proprio contagio del rischio a livello internazionale. L’ago della bilancia è legato alle decisioni che verranno prese per risanare il bilancio degli Stati Uniti. Il presidente americano Obama ha rivolto ieri sera un appello ai parlamentari americani per superare lo stallo nelle trattative con i repubblicani: “Rischiamo una profonda crisi economica”. Una soluzione, prima o poi, sarà presa: l’appuntamento con la scadenza del 2 agosto appare, di ora in ora, sempre più pressante.