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Mercati sotto pressione, per gli analisti marzo sarà il banco di prova

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Sui mercati finanziari internazionali si è vista oggi la più forte correzione dal maggio scorso. I commenti degli analisti paiono tuttavia improntati ancora a un cauto ottimismo.
Le possibilità di recessione paventate dall’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, e il ribasso di quasi il 10% con cui ha chiuso stamane la borsa cinese, sarebbero state ritenute così più che altro buone opportunità per far scattare le prese di profitto dopo mesi di ininterrotta escalation.


Secondo Filippo Casagrande di Banca del Gottardo Italia c’è il timore di una minor crescita della Cina, “ma occorre anche considerare che da maggio a oggi non ci sono state correzioni. A questo punto – spiega Casagrande – marzo sarà un test di prova dei mercati”. Anche per Luca Noto, gestore di Monte Paschi Asset Management, la Cina sarebbe stata più che altro una distrazione. A giudizio di Noto il crollo di Shanghai avrebbe unicamente generato la scusa per vendere ma “quello che ha pesato è venuto dagli Stati Uniti”, con il dato negativo sugli ordini di beni durevoli che hanno mostrato un’economia a stelle e strisce in rallentamento. “Ora – chiarisce Noto – sarà fondamentale il prossimo dato sull’Ism manifatturiero”.
La voce più rassicurante arriva da Alessandro Capuano di IG Markets: “C’è stato il panico pomeridiano, ma sono scesi i titoli che sono saliti di più: cementieri, energia, Fiat. Chi era in profitto ha chiuso, short veri non ne ho visti”. Capuano fornisce anche le ricette per i prossimi giorni: “Se i mercati rimbalzeranno subito il valore di oggi sarà il minimo della settimana, altrimenti l’S&P/Mib potrebbe arrivare fino a 41000. Io comunque mi aspetto che il mercato rimbalzi, credo che si tornerà sui titoli forti, quelli dotati dei migliori fondamentali”.