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Mercati senza verve in attesa dei dati Usa. Ifo tedesco ai massimi a 3 anni spinge l’euro

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Prima parte dell’ultima seduta settimanale sotto la parità per le principali Borse europee. Dopo un avvio intonato al ribasso, i mercati hanno moderatamente risalito la china principalmente grazie al rialzo a sorpresa dell’indice Ifo tedesco che si è portato sui massimi a oltre 3 anni. Effetto Ifo che si è fatto sentire con maggiore intensità sul mercato valutario con l’euro che sì è riportato rapidamente a ridosso di quota 1,34 dollari, non lontano dai massimi a quasi 5 mesi toccati nei gironi scorsi.

L’indice Eurostoxx cede lo 0,19%, mentre il Ftse Mib fa segnare un calo più marcato dello 0,47%. Il bilancio settimanale di Piazza Affari risulta al momento negativo dell’1,60%.


L’indice Ifo tedesco sul clima degli affari ha mostrato a settembre una variazione positiva a 106,8 punti dai 106,7 punti dello scorso mese. Il dato è superiore alle attese degli analisti che lo indicavano in flessione a 106,4 punti. Per l’indice, che si basa su un sondaggio svolto tra circa 7.000 imprese tedesche, si tratta dei nuovi massimi dal giugno 2007. Segnale positivo che contrasta con quelli negativi arrivati nelle ultime settimane e che avevano acuito i timori di un deciso rallentamento dell’economia tedesca dopo il balzo del secondo trimestre. In particolare gli ordini industriali sono scesi a sorpresa a luglio mentre gli indici Pmi di settembre sono scesi  a settembre per il secondo mese consecutivo. Settimana scorsa lo Zew sulle aspettative economiche era sceso a -4,3 punti dal precedente 14 punti, sui minimi dal febbraio 2009.

Buone indicazioni sono arrivate anche dall’Italia con le vendite al dettaglio migliori delle attese. La variazione mensile è stata nulla in Italia a luglio. A livello tendenziale risultano in crescita dell’1,7% dal +0,5% precedente (il consensus era per un calo mensile e un dato annuo invariato). 


Nel pomeriggio indicazioni importanti sono attese dall’economia statunitense con gli ordini di beni durevoli che dovrebbero segnare una battuta d’arresto. Nel mese di agosto la variazione mensile dovrebbe essere negativa dell’1% (consensus Bloomberg) dopo il +0,4% del mese precedente. Si tratterebbe del terzo calo negli ultimi 4 mesi a conferma dell’attuale debolezza della congiuntura statunitense. Di contro è attesa la conferma della ripresa ad agosto del mercato immobiliare con le vendite di nuove case viste in rialzo del 6,9% m/m dopo i minimi storici toccati a luglio.