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Mercati senza verve, focus su Bce e annunci dazi. Atlantia scatta, prove di intesa con Acs su Opa Abertis

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Alla fine le Borse europee hanno preferito imboccare la strada della cautela in avvio di contrattazioni, con la questione dazi Usa e la riunione della Banca centrale europea (Bce) in primo piano nel corso della seduta. In attesa di indicazioni precise su questi due fronti, i listini europei si muovono in cerca di una direazione: a Francoforte il Dax cede lo 0,25%, mentre il Ftse 100 segna un -0,03% e il Cac40 avanza invece dello 0,22 per cento. Prevale una certa prudenza a Piazza Affari, con il Ftse Mib che è scivolato in territorio negativo dopo una partenza in leggero rialzo (poco dopo le 10 Ftse Mib a 22.444,06, -0,13%). Sul forex il cambio euro/dollaro si muove in area 1,2388 (-0,20%)

Al centro dei riflettori rimane la questione dazi statunitensi su acciaio e alluminio decisi da Donald Trump, il cui annuncio ufficiale è atteso stasera. Nell’attesa si rincorrono alcune voci: i dazi potrebbero risparmiare il Canada e il Messico e forse anche altri paesi, stando a quanto riferito dalla Casa Bianca. Intanto questa mattina sono arrivati alcuni dati cinesi, sotto i radar degli operatori. Nel mese di febbraio, le esportazioni cinesi sono volate del 44,5% su base annua, molto di più del +13,6% atteso dal consensus. Le importazioni sono avanzate del 6,3%, rispetto al +9,7% atteso. Il balzo delle esportazioni è stato il più forte in tre anni e conferma la solidità dell’economia della Cina, in un contesto in cui si deteriorano i rapporti commerciali del paese con l’America di Trump, viste le recenti decisioni sull’imposizione di dazi doganali sulle importazioni Usa. Il dato relativo alla bilancia commerciale cinese rischia di far affilare ulteriormente le armi all’amministrazione Trump.

A tenere banco non ci sono solo i timori di una guerra commerciale, ma il mercato guarda anche a Francoforte, dove la Bce annuncerà la sua decisione di politica monetaria. Non sono attese grandi novità o annunci da parte dell’istituto di Francoforte, ma come sempre la conferenza stampa del presidente Mario Draghi, che inizierà alle 14.30, potrà fornire degli spunti interessanti. In particolare, Draghi potrebbe dare indizi su cosa accadrà a settembre, quando il programma di QE potrebbe terminare. Sempre oggi la Bce fornirà anche le nuove previsioni economiche.
Anche secondo la view di Alessandro Balsotti, head of asset management di JCI Capital Limited, quella odierna non sembra essere una riunione attesa con particolare fibrillazione. “Rispetto a dicembre, quando le ultime proiezioni economiche sono state prodotte, l’economia ha mantenuto una crescita robusta – spiegano Balsotti -. Gli ultimi dati hanno mostrato una flessione ma da livelli di attesa oggettivamente poco sostenibili. È quindi presumibile che questo sviluppo verrà minimizzato dal Governatore. L’inflazione rimane invece l’aspetto meno convincente. Nonostante l’espansione economica sia più che buona l’inflazione stenta a mostrare una crescita commisurata”.

Tornando alle performance di Borsa, oggi domina la scena Atlantia (che in questo momento guadagna circa il 4,74%). Dopo le indiscrezioni riportate dalla stampa spagnola è arrivata l’ufficializzazione: il gruppo guidato da Giovanni Castellucci e quello spagnolo Acs di Florentino Perez, che ci contendono la spagnola Abertis, hanno avviato dei contatti. Secondo quanto si apprende dai due comunicati diffusi da Cnmv, la Consob iberica, Atlantia e Acs hanno confermato che “l’esistenza di conversazioni preliminari” sull’Opa Abertis ma hanno precisato che “fino a questo momento non è stato raggiunto alcun accordo”.
Positiva anche Telecom Italia all’indomani dei conti e del nuovo piano. In questi giorni il titolo del gruppo guidato da Amos Genish è finito sotto i riflettori anche per l’ingresso del fondo Elliot. Il mercato sta ragionando, in particolare, su quali possono essere le prossime mosse del fondo. Giù la galassia della famiglia Agnelli, con Exor sul fondo seguita sa Cnh. Ribassi anche per Fca.

Tra i titoli di Piazza Affari, oggi da monitorare in particolare Erg dopo la presentazione del nuovo piano industriale 2018/2022.