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Mercati: reddito fisso, opportunità e rischi (fondionline.it)

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Per il sottoscrittore che voglia investire in titoli di debito e puntare a rendimenti più elevati rispetto a quelli offerti dai government bond, le due opzioni più importanti sono i titoli di debito emessi dai paesi emergenti e le obbligazioni ad alto rendimento ( high yield nella terminologia anglosassone). Entrambe le tipologie di strumenti hanno sofferto a causa delle tribolazioni che hanno scosso i mercati finanziari durante le ultime settimane. Entrambe le tipologie di strumenti permettono di aumentare il livello di diversificazione di un portafoglio ben costruito, a patto che il sottoscrittore abbia un’idea chiara delle significative correlazione che le legano ai mercati.

E’ importante precisare che tale correlazione presenta differenti livelli. Nel caso delle obbligazioni emesse dai paesi emergenti, si può riscontrare un legame con l’andamento dei listini azionari, mentre per il segmento degli high yield bond si nota una correlazione più stretta con i government bond e i corporate bond di alta qualità. Per tali motivi, non deve sorprendere il comportamento differente seguito dai due gruppi di strumenti nel corso delle ultime settimane.

I listini emergenti sono stati i più castigati dai forti cali delle ultime sessioni. I timori per l’andamento dell’inflazione Usa e per ulteriori rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed, hanno contribuito a disegnare un quadro permeato dall’impennata delle chance di rallentamento della crescita economica. Questo scenario è molto penalizzante per le economie emergenti, fortemente dipendenti dalla continuità del clima economico favorevole degli ultimi anni e dalla domanda di materie prime.

Gli effetti sulle obbligazioni emergenti si sono manifestati con l’allargamento dei differenziali di rendimento rispetto ai bond governativi. Nell’ultimo biennio si è verificato un restringimento che ha portato il differenziale su livelli vicini ai minimi storici. Il trend si è tradotto in una graduale riduzione della percezione del rischio e, di conseguenza, del maggior rendimento che le obbligazioni emergenti sono costrette ad offrire per attirare gli investitori.

I timori dell’ultimo mese si sono tradotti in un allargamento del differenziale di 25 basis point. In termini storici – come segnalato dalla banca d’affari Lehman Brothers – il movimento resta lontano dalle vere convulsioni di mercato verificatesi nell’agosto del 1998 e nell’ottobre del 1997. Il blando allargamento dei differenziali di rendimento non ha sortito effetti devastanti sugli investimenti realizzati dai sottoscrittori. Le perdite più consistenti derivano dal deprezzamento subito da numerose valute emergenti. Il real brasiliano è stata una delle vittime di questo movimento ( essendo il Brasile il principale emittente dei bond emergenti).

La combinazione delle due variabili ( allargamento dei differenziali di rendimento e svalutazione delle divise) ha portato al 2,55% la perdita media incassata dai fondi obbligazionari paesi emergenti negli ultimi venti giorni, e al 5% quella registrata da inizio anno. Tuttavia, gli ottimi guadagni realizzati in passato permettono a queste categorie di accumulare guadagni medi annuali e biennali pari rispettivamente al 7% e 22%.

Il gruppo di fondi appartenenti alla categoria Euro High Yield hanno resistito meglio al temporale. La perdita media negli ultimi venti giorni è dello 0,46%, mentre la performance da inizio anno continua a navigare in territorio positivo (2%). L’allargamento dei differenziali è stato molto modesto e sembra indicare una forte capacità di resistenza di questo segmento. A cura di www.fondionline.it