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Mercati positivi nonostante Trump. L’avversione al rischio rimane, per il momento, scongiurata

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La reazione dei mercati finanziari all’elezione di Donald Trump ha sorpreso la gran parte degli analisti e commentatori internazionali. Pochi, anzi forse nessuno, si sarebbe atteso un recupero tanto repentino. Recupero che in alcuni casi si sta tramutando in un vero e proprio exploit delle Borse (Wall Street, ma anche Europa ed Asia) come dimostrato dall’andamento di ieri pomeriggio e di questa mattina.
Quello che risulta lampante è l’assoluta infondatezza delle previsioni fatte a tempo debito da sondaggisti e dalla gran parte degli analisti internazionali.

Per cercare di spiegare questo fenomeno è utile capire quali siano i fattori di positività riportati in un commento diffuso da Lyxor

– I repubblicani, oltre al Presidente, controllano anche la Camera dei Rappresentanti e il Senato, una situazione molto rara negli ultimi decenni. 

– Le dichiarazioni iniziali di Trump hanno rassicurato i mercati, visto che ha invocato l’unità e sottolineato l’impegno ad essere il “presidente di tutti gli americani“.

L’avversione al rischio rimane sotto controllo e comunque, almeno per il momento, contenuta:

– La vittoria di Trump finora si è tradotta in un ribasso limitato degli asset rischiosi. L’impatto complessivo è piuttosto attenuato e, con buona pace di molti investitori, al di sotto delle attese. Alcuni mercati emergenti, come il Messico, stanno affrontando maggiori movimenti avversi.

– I rendimenti dei bond a 10 anni sembrano essersi consolidati, probabilmente traducendo le preoccupazioni per le politiche fiscali espansive e / o il protezionismo e il loro impatto sull’inflazione.

La politica fiscale di lungo periodo e il protezionismo potrebbero favorire la crescita e l’inflazione.

– Le promesse della campagna difficilmente saranno pienamente implementate dal Congresso, nonostante l’unità del governo. In particolare, il Congresso potrebbe essere riluttante a ratificare misure che potrebbero nettamente ampliare il deficit di bilancio. Alcune politiche fiscali espansive, come l’investimento in infrastrutture, potrebbero comunque essere adottate.

– La Fed dovrebbe mantenere il suo percorso di normalizzazione legato ai dati economici, con un rialzo dei tassi d’interesse possibile per metà dicembre. I Fed fund futures segnalano che il mercato non ha cambiato idea sulla necessità della Banca Centrale di non modificare il proprio atteggiamento accomodante nel 2017. Il mandato quadriennale di Janet Yellen come Presidente della Fed durerà fino al 2018.

– Oltre a un aumento del protezionismo, nel medio termine l’aumento dell’inflazione potrebbe essere alimentata anche dalla spesa pubblica.

Tutti i fattori sopra esposti hanno spinto gli esperti della società di gestione francese a mantenere un sovrappeso sull’inflazione statunitense. L’aumento del protezionismo suggerisce inoltre di “rimanere sottopesati sulle azioni dei mercati emergenti e di preferire le società orientate ai consumi interni piuttosto che le esportatrici per quanto riguarda i titoli Statunitensi”.
“Il Dollaro USA, infine, potrebbe essere supportato dal rientro dei profitti delle società americane ora nei paradisi offshore, che secondo i piani di Donald Trump dovrebbero beneficiare di un taglio della fiscalità.”