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Mercati positivi in Europa. Occhi puntati su possibile intervento della Bce

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I mercati finanziari europei aprono la seduta odierna in rialzo, mostrando una volta di più una reazione positiva post decisioni prese nel corso del vertice europeo di settimana scorsa. Il Cac40 e il Dax salgono rispettivamente dello 0,46% a 3.255 punti e dello 0,43% a 6.524 punti. L’indice Ibex35 registra un +0,6% a 7.165. Poco mosso il Ftse100 a quota 5.653,2 punti. A Piazza Affari il Ftse Mib guadagna lo 0,33% a 14.356,3 punti.  Tensione contenuta sul fronte obbligazionario. Il differenziale di rendimento tra i titoli di stato decennali italiani e tedeschi viaggia sopra i 420 punti base.

I pareri contrari all’esito del summit europeo di settimana scorsa espressi ieri dalla Finlandia, non propensa agli acquisti di bond sul mercato secondario attraverso l’Esm, e le parole di un portavoce del governo olandese, secondo il quale gli acquisti di bond andranno valutati singolarmente, non stanno impensierendo i mercati.

L’attenzione è tutta concentrata sulle riunioni di giovedì prossimo della Banca centrale europea (Bce) e della Bank of England (BoE). Secondo il consensus di Bloomberg il costo del denaro dovrebbe essere ridotto di un quarto di punto al nuovo record storico di 0,75%.  Nessuna sorpresa è invece giunta nella notte dall’Australia, dove la Banca centrale australiana ha mantenuto invariati i tassi di interesse.
“La percezione diffusa tra gli operatori che sia la Bce che la Bank of England si stiano preparando ad allentare le misure di politica monetaria già questa settimana contribuisce a costruire una base ai mercati azionari – affermano gli analisti di Cmc Markets nella nota di commento diffusa questa mattina – Nonostante l’ultima ridda di dati che confermano un quadro economico europeo in deterioramento e i volumi globali relativamente bassi imputabili alla stagionalità, una maggiore facilità di finanziamento globale messa in atto dalle principali banche centrali del mondo sembra essere la strada giusta per ottenere il risultato sperato ossia evitare l’implosione e il collasso del sistema finanziario. Tanto più che quanto più grave dovesse diventare la situazione dal punto di vista dei fondamentali economici, tanto più ci dovremmo attendere ulteriori misure di quantitative easing”.

Scarna l’agenda macroeconomica odierna che prevede in Europa i prezzi alla produzione a maggio e gli ordini di fabbrica negli Stati Uniti sempre relativi al mese di maggio. Nel pomeriggio atteso negli Stati Uniti l’Ism New York a giugno.