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Mercati: ottobre cruciale, tra banche centrali e avvio stagione trimestrali. Ecco cosa accadrà

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Un ottobre cruciale per i mercati finanziari globali. Tra le riunioni di tutte le banche centrali dei Paesi sviluppati, la quinta sessione plenaria in Cina e l’avvio della nuova stagione delle trimestrali, questo mese potrà dare chiare indicazioni su come si chiuderà questo ultimo scorcio d’anno, dopo il peggior terzo trimestre degli ultimi quattro anni (almeno per i mercati europei e americani). 
Banche centrali in primo piano
Il calendario è fitto di riunioni degli istituti centrali. Oltre a quella del 7 ottobre, la Bank of Japan ha fissato una riunione per il 30 ottobre, durante la quale rivedrà le stime economiche e circolano già rumours su un atteggiamento più aggressivo da parte del governo di Abe sul fronte fiscale. Il comitato monetario della Federal Reserve si riunirà il 28 ottobre e il presidente Janet Yellen potrebbe approfittare di questa opportunità per fornire ulteriori indicazioni al mercato. Per quanto riguarda la Banca centrale europea, il governatore Mario Draghi potrebbe, invece, preparare i mercati nel meeting del 22 ottobre a un’ulteriore azione a dicembre, sempre che non sorprenda i mercati già questo mese. “Ci aspettiamo – dichiara Pierre Olivier Beffy, capo economista di Exane BNP Paribas – un’estensione minima di sei mesi del quantitative easing, la cui conclusione slitterebbe da settembre 2016 a marzo 2017, aggiungendo 360 miliardi di euro agli asset acquistati nell’ambito del programma”.
Cina in primo piano
In Cina, si terrà la quinta sessione plenaria (la cui data non è ancora nota), che verterà principalmente su due argomenti: il rallentamento dell’economia cinese e il prossimo piano quinquennale. “Osserveremo – prosegue Beffy – attentamente la quinta sessione plenaria in programma nel mese di ottobre. Anche se possiamo escludere uno stimolo fiscale su vasta scala, dovrebbe essere adottato un tono più proattivo a favore della crescita”. 
Tenuto conto dei recenti timori sulla crescita globale, gli indicatori economici, soprattutto quello provenienti dalla Cina, saranno monitorati da vicino durante il mese. “I dati macroeconomici sono stati deludenti durante l’estate, soprattutto dal lato della produzione – continua l’esperto – I fattori negativi eccezionali, come l’esplosione di Tianjin e l’arresto temporaneo degli impianti vicino a Pechino, hanno giocato un ruolo significativo ad agosto e a settembre. Per questo, il Pil del terzo trimestre e la crescita della produzione industriale di settembre, in uscita il 19 ottobre, dovrebbero essere deboli. Nella migliore delle ipotesi i segnali di stabilizzazione potranno registrarsi a novembre, quando saranno ormai disponibili i dati del mese di ottobre”.
Trimestrali al via
Non solo macro. Importante sarà seguire anche le notizie in arrivo dal fronte societario, con la nuova stagione delle trimestrali pronta a partire. Nella seconda metà del mese saranno infatti pubblicati i risultati che indicheranno il trend per la fine dell’anno. Si partirà come di consueto con Alcoa, il colosso Usa dell’alluminio, che aprirà le danze dei conti Oltreoceano il prossimo 8 ottobre. 
“Il nostro indicatore del sentiment di mercato – conclude Beffy – è in una zona di eccessivo pessimismo da fine agosto. Da un punto di vista contrarian, questo potrebbe significare che un flusso di notizie positive potrebbe innescare un significativo rimbalzo degli asset rischiosi“.