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Mercati: le 11 pazze idee di Credit Suisse per il 2014

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Una volta all’anno gli analisti di Credit Suisse considerano i rischi alla loro view di base sui mercati finanziari. “Abbiamo frequentemente sperimentato che i mercati sono soggetti ad eventi estremi come il crollo del 1987, la caduta del Nikkei nel 1990, la Grande Recessione e la bolla speculativa di internet”, spiegano gli esperti del colosso bancario svizzero.

Ecco le undici “wild ideas”, come riporta il titolo del report, di Credit Suisse per il 2014.

1) I mercati azionari saliranno del 20%, una performance significativamente più elevata rispetto alle stime base di Credit Suisse che vedono l’S&P 500 a 1.960 punti a fine anno dagli attuali 1.840 punti.
 
2) Il Pil Usa crescerà tra il 3,5% e il 4%, meglio delle previsioni che sono ferme ad un aumento del 3%.

3) Ondata di investimenti sui mercati sviluppati.

4) La Bce lancerà il quantitative easing, mentre nello scenario base Credit Suisse si aspetta che l’Eurotower mantenga invariata la sua politica monetaria nel 2014.

5) I prezzi del Brent scenderanno a 90 dollari al barile, mentre gli esperti sulle commodity di Credit Suisse nello scenario base prevedono 102 dollari al barile.

6) L’indice Nikkei salirà a 20.000 punti, decisamente sopra il target di fine anno (18.400 punti) e i livelli attuali (15.912 punti).

7) I rendimenti dei bond giapponesi saliranno velocemente e il mercato obbligazionario anticiperà la fine del quantitative easing con gli investitori domestici che preferiranno gli asset più rischiosi. Nello scenario base, a detta di Credit Suisse gli interventi della Bank of Japan lasceranno i rendimenti dei bond a livelli bassi.

8) Gli spread della zona euro si amplieranno, mentre sono attesi rimanere stabili rispetto agli attuali livelli.

9) Il Pil cinese avrà una crescita inferiore al 6%, mentre è visto stabilizzarsi intorno al 7,5%.

10) Il settore farmaceutico avrà una performance del 20%, contro lo scenario base che ipotizza solo una sovraperformance rispetto ai difensivi.

11) La Scozia vota per l’indipendenza in settembre, mentre gli elettori dovrebbero scegliere di continuare a far parte del Regno Unito.