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Mercati: le 10 domande top per il 2017

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Tre le ragioni che spingono gli analisti di Goldman Sachs ad essere relativamente ottimisti sul 2017: il rischio di una recessione negli Stati Uniti è sotto la media storica, le condizioni finanziarie dovrebbero confermarsi (almeno nei primi sei mesi) favorevoli alla crescita, gli stimoli fiscali sono destinati ad attestarsi all’1% del PIL entro il 2018.

Ovviamente una certa dose di incertezza è destinata a farci compagnia anche nel 2017 e in quest’ottica ecco le 10 domande più importanti, e le relative risposte, elaborate da un team guidato da Jan Hatzius, capo economista di Goldman Sachs.

1. La crescita si confermerà sopra il trend?
Si. Questo nonostante, spiegano gli analisti, sia già durata 18 mesi in più rispetto alle medie storiche. Per Goldman la crescita statunitense si attesterà al 2,2%.  

2. L’amministrazione entrante varerà importanti provvedimenti in materia fiscale?
Si. Questo perché i repubblicani hanno i numeri per varare simili provvedimenti, perché la riforma fiscale ha rappresentato un importante aspetto della compagna elettorale e perché è da diversi anni una priorità dei repubblicani.

3.Continuerà la ripresa del comparto immobiliare?
Si, ad un tasso moderato. Nonostante l’incremento di 80 punti base per i mutui a tasso fisso, la domanda del  mercato resta solida (+20% annuo per le vendite di case unifamiliari nuove e indice dei costruttori ai massimi da 11 anni) e l’avvio di nuovi cantieri residenziali è ancora a livelli modesti se comparati con i fondamentali demografici.

4. I consumi continueranno a sovraperformare le spese in conto capitale?
No. Questo perché si tratta di un effetto creato dal calo del greggio che, se da un lato ha favorito i consumi, dall’altro ha penalizzato i profitti delle società e quindi le spese in conto capitale.

5. Il mercato del lavoro è destinato a surriscaldarsi?
Si, anche se di poco. Per gli analisti di Goldman Sachs il tasso di disoccupazione nell’anno corrente è destinato a scendere di altri 25-50 punti base e questo potrebbe implicare un leggero surriscaldamento del mercato del lavoro.

6. La crescita delle retribuzioni raggiungerà il 3-3,5% stimato per un contesto di piena occupazione?
Si. Negli ultimi anni i salari hanno registrato incrementi consistenti in corrispondenza dei miglioramenti del mercato del lavoro e il rafforzamento è stato più pronunciato per i salari più bassi. Si tratta di un fenomeno destinato a continuare nei prossimi anni.

7. L’inflazione raggiungerà il target-FED del 2%?
Si. Nel caso in cui i prezzi dei prodotti energetici dovessero confermarsi ai livelli attuali, Goldman Sachs stima che l’obiettivo fissato al 2% dalla Federal Reserve sarà raggiunto a febbraio-marzo.

8. La FED alzerà il costo del denaro più velocemente di quanto si attende il mercato?
Si. Per fine anno, il mercato stima un tasso sui Fed Funds all’1,2% e quindi due incrementi dei tassi da 25 punti base ciascuno. Goldman Sachs si attende invece 3 strette (la prima a giugno).

9. La stima sul tasso di interesse di equilibrio continuerà a crescere?
Si. Al momento il mercato prezza un tasso di interesse di equilibrio al 2,5%, circa 100 punti base al di sopra dei minimi del 2016. In un contesto in cui la piena occupazione è vicina, la crescita economica è maggiore del trend e l’inflazione si attesta in quota 2%, gli analisti ritengono che l’attuale stima sul tasso di interesse neutrale non sia sostenibile.

10. La FED inizierà a ridurre il suo bilancio?
No. La Banca centrale ha fatto sapere che nel corso del processo di normalizzazione dei tassi le dimensioni del bilancio resteranno probabilmente ai livelli attuali.