1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Certificates ›› 

Mercati internazionali sulle montagne “cinesi”

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Altro che montagne “russe”, quella appena conclusa è stata una settimana sulle montagne “cinesi” per quanto riguarda i mercati azionari internazionali. A dettare i tempi delle salite e discese delle Borse è stata ancora una volta Wall Street che ha trascinato con sé una Piazza Affari che al contrario di quanto fatto vedere nei mesi precedenti è apparsa più volenterosa nel recuperare un po’ di terreno. I listini Usa hanno prima beneficiato del calo di tensioni sul fronte commerciale con la Cina ma hanno poi tremato sulle possibili conseguenze nei rapporti tra le due superpotenze economiche mondiali della notizia dell’arresto della figlia del fondatore del big dei cellullari Huawei. Un mix che ha offerto ai trader in certificati un terreno fertile su cui agire. Ma andiamo con ordine.

A inizio settimana i mercati azionari hanno segnato un forte rally dopo l’accordo commerciale raggiunto tra il presidente americano Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping, in occasione della riunione del G20 di Buenos Aires. Trump ha deciso di posticipare di 90 giorni l’aumento delle tariffe al 25% su merci cinesi valutate 200 miliardi di dollari, che sarebbe dovuto scattare a partire dal 1° gennaio 2019, mentre la Cina si è impegnata ad acquistare alcuni prodotti agricoli made in Usa. Un accordo che come molti commentatori hanno subito sottolineato ha rappresentato solo una tregua nella guerra commerciale scoppiata tra i due Paesi.

Solo pochi giorni dopo è scoppiato il caso Huawei. Wanzhou Meng, cfo del colosso cinese della tecnologia e anche figlia del fondatore del gigante cinese, Ren Zhengfei, è stata arrestata in Canada su richiesta degli Usa. L’accusa è che il secondo maggiore produttore al mondo di attrezzature per tlc abbia violato le sanzioni che gli Stati Uniti hanno imposto all’Iran, vendendo a Teheran alcuni suoi prodotti. Notizia che ha fatto scattare pesanti vendite in tutte le Borse.

In questo contesto i trader in certificati si sono mossi utilizzando molteplici prodotti. Da sottolineare la novità ai vertici dei prodotti più scambiati rappresentata dal recente Maxi Cash Collect con sottostante un paniere composto da Intesa Sanpaolo, Fca, Stmicroelectronics e Saipem (Isin NL0013137706) e scadenza 16 novembre 2020. I Cash Collect consentono di ottenere premi periodici nelle date di valutazione intermedie anche nel caso in cui il sottostante abbia perso terreno, ma la sua quotazione sia superiore o pari alla Barriera. In più, l’investitore avrà la possibilità di ricevere il capitale investito qualora il sottostante quoti a un valore superiore o pari al valore iniziale. Per questo prodotto la prossima data di valutazione è il 18 dicembre 2018, con data di pagamento per il 28 dicembre 2018.

Tra i più premiati dai trader in termini di volumi anche diversi prodotti con leva legati al Ftse Mib, tema sempre caro agli investitori in certificati. Su tutti l’aggressivo Turbo Long (Isin NL0013036775) con scadenza imminente per il 21 dicembre 2018, livello di Knock Out a 18.250 e leva attualmente vicino a 30, e il volatile Turbo Short (Isin NL0013038235) con scadenza 15 marzo 2019, livello di Knock Out 19.750 punti e di conseguenza leva intorno a 20.