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Mercati in tilt, Trump attacca la Siria con 59 missili. Cremlino: gravi danni a nostri rapporti. Boom petrolio

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Mercati sotto choc, l’oro schizza ai massimi in cinque mesi e il petrolio vola, dopo le ultime notizie che arrivano dal fronte geopolitico. Donald Trump, in risposta all’attacco nella provincia di Idlib, in cui sarebbero state utilizzate armi chimiche e in cui hanno perso la vita 86 civili, non attende la comunità internazionale, né tanto meno la Russia, che nei giorni scorsi ha preso come sempre le difese del presidente siriano Assad; e ordina il lancio di 59 missili contro la base siriana da cui sarebbe partito l’attacco chimico.  Boom per le quotazioni dell'oro

Oro dopo attacco missili

Due navi americane del Mediterraneo lanciano i missili ‘Tomahawk’, senza alcun preavviso.

Immediata l’ira di Mosca. Il Cremlino diffonde una nota in cui avverte che l’attacco Usa contro la base siriana danneggia in modo significativo i rapporti tra la Russia e gli Stati Uniti. Così Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin: “Il Presidente Putin ritiene che gli attacchi americani contro la Siria siano un’aggressione contro uno stato sovrano, in violazione delle norme internazionali, e dietro un pretesto inventato”.

Il Cremlino afferma anche che l’esercito siriano non è in possesso di alcuna arma chimica e conferma che l’aggressione mina in modo significativo le relazioni tra la Russia e gli Usa, rappresentando un passo indietro nel processo di creazione di una coalizione contro il terrorismo”. 

Damasco rende noto che sono morti sei militari e il presidente siriano Bashar al-Assad parla di un”atto di aggressione”.

Il Regno Unito di Theresa May dà il suo appoggio all’America, spiegando che l’attacco è stato appropriato, in risposta “a un attacco barbarico sferrato con armi chimiche”. Arriva anche il comunicato del governo francese, che rende noto di essere stato informato del piano di Trump, prima del lancio dei missili, e che aggiunge che il futuro della Siria non è con il presidente siriano Assad. Assist anche da Israele.

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe riferisce che il suo paese “sostiene l’azione americana per prevenire il diffondersi di armi chimiche”. L’Arabia Saudita comunica di sostenere a pieno l’attacco, e parla di “decisione coraggiosa” del presidente Trump. Turchia e Polonia offrono ulteriore aiuto agli Stati Uniti. 

 Favorevole anche l’Australia, che sottolinea che la reazione è stata proporzionata, mentre la condanna arriva dall’Iran.

Intanto il ministro siriano delle comunicazioni cerca di smorzare l’alta tensione globale, e ai giornalisti dice che gli attacchi Usa sono stati “limitati” ed “erano attesi”.

Nessun sell off particolare sull’azionario asiatico, con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che ha chiuso anzi in positivo dello 0,75% dopo il ritracciamento dello yen dal massimo in quattro mesi, testato dopo la notizia del lancio dei missili.

Ma evidente è la reazione dei prezzi del petrolio, che schizzano al rialzo, con un balzo percentuale, nel caso del Brent, superiore al 5%.  L’avversione al rischio porta gli investitori a posizionarsi con forza sull’oro e sui Bund.  E le quotazioni dell’oro, in particolare, balzano al record in cinque mesi, ovvero al livello più alto dallo scorso 10 novembre, che cancella praticamente il 90% delle perdite subite dopo la vittoria di Trump alle elezioni Usa. 

Intanto Trump informa il popolo americano con un comunicato, in cui spiega immediatamente il motivo del suo intervento:

“Martedì scorso, il dittatore Bashar al-Assad ha lanciato un orribile attacco chimico contro civili innocenti, utilizzando un agente nervino mortale. Assad ha troncato le vite di uomini, donne e bambini innocenti. Per molti di loro la morte è stata lenta e brutela. Anche bellissimi bambini sono stati uccisi crudelmente in questo attacco molto barbarico. Nessun bambino di Dio dovrebbe mai soffrire un orrore del genere. Stanotte, ho ordinato un attacco militare mirato contro una base aerea in Siria, da cui è stato lanciato l’attacco chimico. E’ nell’interesse vitale della sicurezza nazionale degli Stati Uniti prevenire e impedire la diffusione e l’utilizzo di armi chimiche mortali. Non ci può essere una disputa sul fatto che la Siria abbia utilizzato armi chimiche vietate, violando gli obblighi che deve rispettare in base alla convenzione sulle armi chimiche e ignorando gli appelli del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. I tentativi precedenti degli ultimi anni, volti a cambiare l’atteggiamento di Assad, hanno fallito tutti in modo molto drammatico. Il risultato è che la crisi dei rifugiati continua ad aumentare e la regione si destabilizza ulteriormente, minacciando gli Stati Uniti e i suoi alleati. Stanotte mi appello a tutte le nazioni, chiedendo loro di unirsi a noi, per porre fine a questo bagno di sangue e al massacro in atto in Siria, e anche per porre fine al terrorismo di ogni tipo. Chiediamo la saggezza di Dio, nel momento in cui facciamo fronte alle sfide di un mondo pieno di guai, mentre preghiamo per le vite dei feriti e per le anime di tutti coloro che sono morti. Speriamo che fino a quando l’America starà dalla parte della giustizia la pace e l’armonia, alla fine, prevarranno”.

Diramato un comunicato anche dal Pentagono, in particolare dal capitano Jeff Davis:

“Dietro indicazioni del presidente, le forze americane hanno condotto un attacco missilistico contro la base dell’Air Force siriana nella giornata di oggi, alle 8.40 pm EDT circa (4.40 a.m, Aprile 7, in Siria). L’attacco ha preso di mira la base aerea di Shayrat del governatorato di Homs, ed è avvenuto in risposta all’aggressione con armi chimiche sferrata dal governo siriano lo scorso 4 aprile, a Khan Sheikhoun, che ha ucciso e ferito centinaia di civili siriani innocenti, incluse donne e bambini”. Nel comunicato si legge che “le forze russe sono state informate in anticipo (..) e che l’esercito Usa ha preso ogni precauzione per minimizzare il rischio al personale russo o siriano presente nella base aerea (..) al momento stiamo valutando i risultati dell’attacco. Secondo le prime indicazioni, l’attacco avrebbe gravemente danneggiato o distrutto gli aerei, le infrastrutture di supporto e le attrezzature della base di Shayrat, riducendo così l’abilità del governo siriano di utilizzare armi chimiche. L’utilizzo di armi chimiche contro persone innocenti non sarà tollerato”.

Petrolio schizza al rialzo dopo lancio missili Usa