Mercati in rosso su dati macro europei. Draghi oggi al Parlamento tedesco

Inviato da Floriana Liuni il Mer, 24/10/2012 - 11:07
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Mercati europei tinti di rosso nella giornata di oggi. I pesanti cali registrati ieri dalle piazze europee si protraggono ancora: dopo un avvio in territorio positivo gli indici del Vecchio Continente si sono infatti lasciati vincere dalla debolezza tornando in territorio negativo. Al momento Dax e Cac40 cedono intorno allo 0,08% mentre l'Ibex 35 arretra di quasi mezzo punto percentuale. -0,05% anche per Londra.
 
Eni e STMicroelectronics in cima al Ftse Mib. Il Ftse Mib registra un -0,48%, con Eni e STMicroelectronics in cima al paniere principale. Eni sale dello +0,7% in scia all'innalzamento di rating da parte di Barclays, che ha portato il giudizio sul Cane a sei zampe da equal weight a overweigh, mentre STMicroelectronics totalizza oltre il +2,2% dopo aver archiviato il terzo trimestre del 2012 con un segno negativo. La perdita per azione è stata pari a 54 centesimi di dollaro e la perdita netta di competenza della parent company è stata pari a 478 milioni di dollari. I ricavi si sono attestati a 2,17 miliardi di dollari, in crescita dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, ma in calo di oltre l'11% rispetto all'analogo trimestre del 2011.
 
In calo i dati macro di Germania ed Eurozona. A pesare sull'andamento delle Borse europee sono anche i dati macro provenienti dalla Germania, che ha visto un indice Ifo, segnale del clima di fiducia negli affari, scendere ad ottobre a quota 100 punti dai precedenti 101,4. Gli analisti avevano stimato un indice in rialzo a 101,6 punti. Anche l'indice Ifo sulle aspettative ha deluso, attestandosi a ottobre a 93,2 punti, rimanendo invariato rispetto alla rilevazione precedente. Gli analisti avevano pronosticato un indice in rialzo a 93,6 punti. Cala il Pmi manifatturiero anche per l'intera Eurozona, attestandosi a ottobre a 45,3 punti, in calo rispetto ai 46,1 punti del mese precedente. Gli analisti si aspettavano un indice a 46,5 punti.

Oggi si attende l'intervento di Mario Draghi al Parlamento tedesco relativo al meccanismo di acquisto bond attivato dalla Banca Centrale Europea. A Berlino il numero uno dell'Eurotower comparirà davanti comitati bilancio, finanza e affari europei della camera bassa tedesca per un briefing a porte chiuse alle 13.45, seguito da una conferenza stampa alle 16. La Germania ha sempre mostrato scetticismo nei confronti dell'Outright Monetary Transaction, visto come un affronto alle regole della politica monetaria della Banca Centrale Europea. Draghi cercherà quindi di dissipare i timori sul fatto che l'OMT causi inflazione nell'Eurozona o eccesso di oneri a carico dei Paesi europei che, come la Germania, sono nelle condizioni di accollarsi una fetta maggiore di debiti, a tutto vantaggio delle nazioni meno virtuose.

Rajoy non chiede aiuto. Ancora di oggi sono le dichiarazioni del ministro del bilancio spagnolo Cristobal Montoro, che ha affermato che verrà raggiunto entro il 2013 l'obbiettivo di un debito/Pil al 6,3%. Commentando le dichiarazioni, tuttavia, il premier Mariano Rajoy ha affermato che "le cose possono essere fatte con più calma", ventilando la possibilità di allentare i target di bilancio fissati dall'Unione Europea. "Penso ciò che pensano molte persone", ha detto Rajoy. "In ogni caso non si può tornare indietro sull'impegno della Spagna, ma le cose si possono fare con più calma, tenendo conto soprattutto che siamo in recessione". Il capo del governo iberico ha inoltre definito "un passo avanti molto importante" il meccanismo di acquisto bond attivato dalla Bce, e non ha minimamente accennato alla possibilità di una richiesta di aiuti da parte di Madrid.

Gli Usa aspettando la Fed. In arrivo dagli Stati Uniti diverse indicazioni macro, di cui la più importante uscirà dalla riunione del FOMC, il braccio operativo della Fed, e riguarderà i tassi americani ad ottobre e le nuove decisioni in tema di politica monetaria. Gli occhi del mercato saranno su Apple, che ieri ha presentato il nuovo iPad Mini ma ciononostante ha ceduto oltre il 3%, e su Facebook, che balzato di quasi il 13% a 22,01 dollari nell'afterhours a Wall Street dopo aver svelato i conti del terzo trimestre.

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