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Mercati in cerca di stimoli per continuare un rally

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Un assioma della finanza dice che i mercati azionari anticipano le tendenze di fondo dell’economia. La galoppata delle Borse nel trimestre estivo dovrebbe pertanto preludere a un miglioramento di scenario. Che in effetti c’è stato se non a livello di crescita globale perlomeno per quanto riguarda la crisi dell’Eurozona. Il programma Omt varato dalla Bce toglie qualche castagna dal fuoco (non tutte) ai Paesi periferici e ha il dichiarato obiettivo di permettere alle politiche monetarie espansive di trasferirsi all’economia reale. Fino ad ora ciò non accadeva. Rimane da verificare se, come e in che tempi potrà accadere ora.

Nel frattempo i dati macro raccontano una storia senza crescita. Le ultime rilevazioni degli indici Pmi manifatturieri europei, rese note stamane, confermano un quadro di contrazione. Si sono tutti mantenuti sotto i 50 punti. Così come è rimasto sotto quota 50 l’indice Pmi manifatturiero cinese in calo per l’undicesimo mese consecutivo. E per quanto riguarda gli Stati Uniti l’unico settore ad aver mostrato miglioramenti costanti, pur se lievi, è quello immobiliare. Rimangono intatte le difficoltà del mercato del lavoro che la Fed combatte a colpi di Quantitative easing.

Non convince neanche la constatazione che le quotazioni attuali dei titoli azionari sono convenienti. Per esempio, rimanendo in America, il rapporto prezzo/utili medio delle società quotate sull’S&P500 si attesta poco sopra 14. Ma, fa notare in un commento il Financial Times, lo stesso rapporto aggiustato ciclicamente è a 23 punti, inferiore ai livelli da pazzia del 1929 e del 2000 ma superiore rispetto a quasi tutti gli altri periodi. Non così convenienti pertanto e tra l’altro con prospettive poco esaltanti. Gli utili dell’S&P500 sono prevista in calo nel terzo trimestre dell’anno secondo le rilevazioni di Bloomberg (-0,7%). Il quotidiano britannico fa notare che si tratta del primo declino in tre anni e che nel passato di solito una discesa degli utili ha coinvolto più trimestri successivi. Se fosse così anche stavolta, verrebbero deluse le attese che prevedono un rimbalzo degli utili nell’ultima parte dell’anno. Attese che peraltro analisti e compagnie hanno rivisto al ribasso nel corso degli ultimi mesi.

Nonostante ciò l’attesa di un nuovo giro di valzer da parte delle banche centrali, puntualmente avvenuto, ha regalato un piacevole tepore estivo ai mercati azionari. Ma ora? Quali altri driver guideranno i mercati azionari? Un miglioramento dei dati macroeconomici e segnali di risveglio dell’economia europea probabilmente avrebbero un forte effetto positivo. In assenza ci si potrebbe consolare con l’attesa dei periodici interventi delle Banche centrali (in particolare Fed). Uno scenario poco edificante quello di un mercato in costante attesa di una dose di stimolanti. Alla lunga si crea assuefazione.

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