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Mercati in cerca di direzione, ma per i gestori c’è voglia di risalire la china

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Borse europee in cerca di direzione nel pomeriggio. Dopo un avvio in deciso ribasso, gli indici del Vecchio Continente sono rimbalzati per poi virare nuovamente sotto la parità. I mercati restano nervosi in attesa di conoscere l’importante dato Usa sulla fiducia degli americani, misurata dal Conference Board. A Milano il Ftse Mib segna in questo momento un -0,73% a 20.450 punti, così come Francoforte (-0,63% a 6.239 punti) e Parigi (-0,54% a 3745 punti).


Tutto da rifare, quindi. A imprimere slancio ai mercati in tarda mattinata erano state le indicazioni della Banca centrale europea che ha fatto sapere che probabilmente non rinnoverà alcune delle misure di sostegno al credito quando scadranno a fine 2010. Lo ha detto il membro tedesco del comitato esecutivo dell’Eurotower, Juergen Stark. “Siamo in fase di uscita progressiva dalle misure non convenzionali. Questa settimana e nel quarto trimestre 2010 una serie di misure non convenzionali verrà a scadenza e non sarà rinnovata”, ha detto Stark a margine di una conferenza presso la banca centrale della Turchia.

Indicazioni che hanno portato gli operatori a sostenere che le Borse da qui a fine anno potrebbero risalire la china. “La sensazione è quella”, ha confermato Giampaolo Rivano di Gesti-Re Sgr interpellato da Finanza.com. “L’insieme dei risultati societari è sorprendemente positivo: se uno dovesse guardare solo l’aspetto corporate potrebbe dire che questa tendenza sui mercato dovrebbe venire confermata, ma c’è anche l’aspetto macro, che mina la fiducia degli investitori, da valutare”.


Secondo un altro money manager, che preferisce mantenere l’anonimato, il mercato continua ad essere in balia dei dati macro. “E’ un mercato nervoso, volatile. Se ragioniamo sul breve l’America vediamo che Wall Street è molto forte, mentre l’Europa non sembra avere la capacità di fare uno strappo: ci sono troppi problemi di crescita e legati al debito sovrano”, spiega l’esperto, aggiungendo che in un’ottica più lunga l’Europa quota su valutazioni interessanti e potrebbe fare bene, ma è meglio essere prudenti perché il nervosismo potrebbe rovinare tutto.


Ulteriori messaggi positivi potrebbero arrivare dal comparto bancario. Per il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, è ora che le banche restituiscano quanto hanno ricevuto e tornino al servizio dei cittadini e delle imprese. Bruxelles presenterà nelle prossime settimane le proprie proposte per “tassare le attività finanziarie”. E Barroso ha voluto fare il punto della situazione, affermando che “il settore finanziario ha beneficiato di parecchia solidarietà e adesso è giunto il momento di restituire i favori ricevuti, mostrando grande senso di responsabilità. Bisogna dimostrare – ha proseguito – che l’era dei bonus eccessivi è finita: e non solo per pochi mesi, ma per sempre. E bisogna dimostrare che i servizi finanziari tornano davvero al servizio dell’economia reale”.


Questo – ha aggiunto Barroso – significa “garantire a cittadini e imprese l’accesso ai servizi bancari fondamentali, tornare a fornire prestiti responsabili e assicurare la trasparenza delle commissioni bancarie. Queste saranno le priorità di Bruxelles nei prossimi mesi”. Dall’Irlanda sono arrivati altri segnali in realtà. Sembra infatti non conoscere la parola fine il conto che il Governo irlandese potrebbe sborsare per ricapitalizzare la banca pubblica Anglo-Irish Bank.


Secondo  l’analista dell’agenzia di rating S&P’s Trevor Cullinan il costo che l’Irlanda potrebbe pagare per mettere al riparo dal crack il terzo istituto del Paese potrebbe superare i 35 miliardi di euro. Una situazione che potrebbe portare ad altre riduzioni del rating. Risultato: il premio che gli investitori chiedono per acquistare titoli di stato irlandesi decennali piuttosto che tedeschi è balzato a un nuovo massimo storico. Lo spread di rendimento Irlanda/Germania si è allargato di 5 punti base rispetto a ieri salendo a 456 punti base.