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Mercati: in attesa del tapering della Fed ecco come muoversi nei prossimi mesi

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Le mosse delle banche centrali, e in particolare la fine graduale dello stimolo monetario da parte della Federal Reserve (il cosiddetto tapering), rimarranno il tema dominante sui mercati finanziari nel terzo trimestre dell’anno, portando con sé volatilità e speculazioni. Tuttavia, è ancora troppo presto per correre ai ripari e modificare la propria strategia di investimento, che deve restare orientata al comparto azionario. Ne sono convinti gli analisti di Swiss & Global Asset Management, che oggi hanno reso pubblica la loro tattica allocazione del portafoglio.
La correzione di giugno ha mostrato che la rimozione dello stimolo monetario da parte della Fed penalizzerebbe i corsi di tutte le categorie d’investimento. Tuttavia, l’orientamento della politica monetaria delle banche centrali non dovrebbe subire variazioni fino a quando non si avrà una crescita economica. E anche quando accadrà, l’incidenza sull’economia sarà contenuta, in quanto controbilanciata dall’espansione economica. Non solo. Il team di Swiss & Global ricorda che in un’ottica globale va tenuta presente anche l’attività delle altre banche centrali, come quella giapponese, ma anche inglese ed europea: “La Bank of England potrebbe continuare ad attuare misure di allentamento quantitativo e in Europa restano margini per un ulteriore taglio dei tassi”, sostengono gli analisti.
Dunque che fare? “Le valutazioni relative depongono a favore delle azioni“, rispondono da Swiss & Global, precisando: “La selezione delle azioni non dovrebbe concentrarsi unicamente sui titoli difensivi e ad alta capitalizzazione. Privilegiamo le azioni dei settori dei beni di consumo non primari, della salute, della finanza e dell’informatica”.  
Nell’obbligazionario, gli analisti dell’istituto svizzero privilegiano le obbligazioni societarie e dei mercati emergenti, in virtù dei fondamentali solidi e delle valutazioni più interessanti.
Per quanto riguarda gli investimenti alternativi, il vigore del dollaro statunitense e i timori circa un inasprimento della politica monetaria della Fed potrebbero mettere sotto pressione le materie prime. Dunque, meglio continuiamo a guardare al settore energetico piuttosto che i metalli industriali.
Infine, le valute. “A differenza della Bce – spiegano da Swiss & Global – la Fed potrebbe ridurre il ritmo di espansione della politica monetaria già a partire da quest’anno. Questa divergenza a livello di politica monetaria darà slancio al dollaro statunitense rispetto all’euro”. Per questo, gli analisti privilegiano le valute scandinave e il dollaro statunitense rispetto all’euro e al franco svizzero.