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Mercati guardano a lancio missile Corea del Nord, Powell e rumor Brexit. A Milano brilla Bper

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Il prossimo numero uno della Banca centrale americana ha sottolineato di essere favorevole alla deregulation per le banche più piccole e regionali.

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Azionario globale contrastato, dopo la notizia dell’ennesimo lancio di un test missilistico da parte di Pyongyang. Chiamato Hwasong-15 il missile, che secondo i media statali sarebbe capace di raggiungere “tutto il territorio americano”, è stato definito un “successo storico”. Tanto che ora la Corea del Nord si definisce in via ufficiale uno “Stato nucleare”.

Immediata la condanna della comunità internazionale: oggi è prevista la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, su richiesta degli Usa, della Corea del Sud e del Giappone. Il premier giapponese Shinzo Abe ha affermato tra l’altro di ritenere che il missile sia caduto nella “zona economica esclusiva” del paese (quella adiacente alle acque territoriali).

La notizia del test del missile balistico non è l’unica a cui guardano i mercati. Attenzione alle dichiarazioni di Jerome Powell, prossimo presidente della Federal Reserve che, nella sua audizione al Senato, ha confermato il percorso di normalizzazione della politica monetaria negli Usa, sottolineando che i “tassi di interesse molto bassi non sono più appropriati”.

Powell ha detto di credere che nella riunione della Fed dei prossimi 12-13 dicembre i tassi saranno nuovamente alzati dal livello attuale compreso tra l’1% e l’1,25% e ha indicato la necessità di varare ulteriori strette monetarie.

Il prossimo numero uno della Banca centrale americana ha anche sottolineato di essere favorevole alla deregulation per le banche più piccole e regionali, dunque all’eliminazione a loro carico di alcune restrizioni imposte con la legge Dodd-Frank.

Le dichiarazioni di Powell hanno sostenuto inizialmente il dollaro, che ha ritracciato tuttavia dopo la notizia del test missilistico di Pyongyang, senza assistere tuttavia a nessun sell off.

Sul forex, occhio alla sterlina dopo l’altra notizia market mover delle ultime ore, che sta sostenendo l’azionario europeo: quella secondo cui, in base alle indiscrezioni riportate dal quotidiano The Telegraph, l’Unione europea e il Regno Unito avrebbero raggiunto un accordo finanziario sulla Brexit, che implicherebbe il pagamento da parte di Londra di una sanzione compresa tra 45 e 55 miliardi di euro per il divorzio da Bruxelles.

A tal proposito, le informazioni risultano ancora frammentarie, se si considera che l’Associated Press ha successivamente reso noto che una fonte vicina al governo di Theresa May non ha confermato l’intesa raggiunta sulla cifra, aggiungendo che i negoziati sono ancora in corso.

Bitcoin sempre in primo piano, dopo il superamento della soglia di $10.000 per la prima volta nella storia.

Piazza Affari vede il Ftse Mib salire di mezzo punto percentuale circa, grazie ai rialzi che interessano il settore bancario, sulla scia delle novità che riguardano Credem, Banca Carige, UniCredit dopo le indiscrezioni del Messaggero relative alla trattativa con Eurocastle (che fa capo al fondo statunitense Fortress), e Ubi Banca, che sarebbe pronta a dire addio al sistema duale.

Su Credem, la Bce ha sottolineato che per il 2018 i coefficienti patrimoniali della banca sono migliori dei requisiti Srep, mentre riguardo a Carige, occhio alla nota con cui la società ligure ha commentato l’esame, da parte del consiglio di amministrazione, delle diverse offerte pervenute nel contesto del processo di asta competitiva per la cessione di Creditis.

Protagonista della sessione è anche Bper, che si porta in cima al Ftse Mib, dopo che la Bce ha reso noti i requisiti patrimoniali del gruppo. Le quotazioni della banca scattano con un rialzo di quasi +4%.

Riguardo agli altri titoli, focus su Enel, ai nuovi massimi dal 2008.