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I mercati guardano al miraggio Fed, Merrill vede tassi all’1% a fine 2008

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Futures americani in rosso e borse europee in territorio negativo dopo il giro di boa della prima seduta dell’ottava. L’accenno di rimbalzo, messo a segno dai mercati azionari dopo il lunedì nero della scorsa settimana sembra già essersi esaurito in attesa del principale appuntamento della settimana, la riunione del Comitato per la politica monetaria della Federal Reserve che mercoledì dovrebbe decidere per un nuovo taglio dei tassi di interesse sui Fed funds.


Secondo le attese, il 70% di consensus stima un taglio dei tassi di interesse dello 0,50% nella prossima riunione della Fed mentre il restante 30% ritiene più appropriato un intervento limitato allo 0,25% dopo l’intervento straordinario dello 0,75% operato la scorsa settimana sull’onda del crollo delle borse europee.

Intervento giudicato tardivo dagli analisti di Merrill Lynch in un recente report. Secondo gli esperti della banca d’affari, “la Federal Reserve rimane ampiamente dietro la curva anche dopo l’intervento straordinario e lo rimarrà dopo la riunione del 29-30 gennaio. La nostra aspettativa vede i tassi di interesse scendere all’1% entro la fine dell’anno”. Una previsione che sembra essere aggressiva ma, ricordano gli analisti di Merrill Lynch “i cicli di espansione monetaria della Fed in fasi recessive riportano quasi sempre i tassi di interesse ai livelli precedenti l’inizio della fase di restrizione monetaria”.


Anche gli analisti di American Express Bank concordano sul range 0,25%-0,50% di taglio dei tassi di interesse nella prossima riunione del Fomc, con un livello che dovrebbe scendere al 2%-2,5% nella prima metà dell’anno. Non sono però altrettanto certi sull’arrivo della recessione anche se le probabilità sono molto elevate. In particolare saranno importanti i dati macroeconomici che verranno diffusi nel corso della settimana: “il pil del quarto trimestre 2007, che verrà diffuso mercoledì, potrebbe scendere in territorio negativo anche se la spesa dei consumatori potrebbe sostenere a sufficienza la crescita dell’economia americana”. Le difficoltà per le famiglie americane stanno tuttavia aumentando, soprattutto in assenza di una stabilizzazione del comparto immobiliare. “Gli stimoli fiscali previsti dal governo e che dovrebbero partire a maggio porteranno un po’ di sollievo sotto questo aspetto” e se l’attesa di tali interventi avrà avuto effetti positivi sull’umore del consumatore a stelle e strisce lo si potrà intuire dall’indice di fiducia dei consumatori che verrà diffuso martedì mentre venerdì l’andamento del mercato del lavoro fornirà un ulteriore elemento per comprendere se i cittadini americani cotinueranno a spendere. “Nelle ultime settimane – notano gli analisti della banca americana – le richieste di sussidi di disoccupazione si sono comportate meglio rispetto alle rilevazioni sul numero di lavoratori, ma questo non significa molto visto che si tratta di un dato che si muove con ritardo rispetto a quello sulla creazione di posti di lavoro che a sua volta porta un ritardo nei confronti dei rallentamenti della crescita economica”. Infine, il Pmi manifatturiero, atteso anch’esso venerdì, dovrebbe attestarsi secondo il consensus a 47 punti, “pericolosamente vicino a quei 45 punti che fanno da spartiacque con la zona di recessione”.