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Mercati giù dopo la Fed, cresce attesa per il G20 di Pittsburgh

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In attesa delle risultanze che arriveranno dalla due giorni del G20 di Pittsburgh, i mercati si prendono una pausa di riflessione dopo il rally delle ultime settimane che ha portato Wall Street e Borse Ue sui massimi dallo scorso ottobre. In particolare lo S&P 500 è arrivato ad avere un saldo positivo di oltre il 60% sopra i minimi dello scorso 9 marzo, ai livelli “più cari” degli ultimi 5 anni  (multipli pari a circa 20 volte gli utili).


Ieri sera Wall Street ha imboccato la via dei ribassi nell’ultima ora di contrattazioni con lo S&P 500 che è andato a chiudere in calo dell’1,01%. Il Federal Open Market Committee, che ha lasciato invariati i tassi d’interesse nel range 0-0,25%, ha rimarcato che i tassi rimarranno a livelli eccezionalmente bassi ancora a lungo, annunciando che l’attività economica si sta risollevando. “Le condizioni nei mercati finanziari sono migliorate ulteriormente e l’attività nel settore immobiliare è cresciuta” recita la nota del Fomc. Non preoccupa l’inflazione che è attesa a livelli bassi ancora per un po’ di tempo. Le Vendite sui mercati sono scattate principalmente sui timori che la Fed sia ormai vicina a ridurre le imponenti misure a sostegno dell’economia. La prima mossa è il rallentamento del piano d’acquisto di mortgage-backed securities (MBS) in modo da concludere il programma entro il primo trimestre 2010.

Intonazione negativa anche per le Borse europee che a metà mattinata cedono circa 1 punto percentuale (-0,96% il Ftse Mib a quota 23.015 punti alle 11.05). Saliscendi dell’euro sul mercato dei cambi: la moneta unica europea, dopo aver toccato un massimo intraday a quota 1,4766 rispetto al dollaro, ha ripiegato in seguito all’uscita dell’indice Ifo tedesco, dato macro più importante della giornata nel Vecchio continente. L’indice Ifo tedesco business climate al mese di settembre è salito a quota 91,3 punti, sui massimi a 12 mesi. Il dato era atteso in crescita a 92 punti dai 90,5 di agosto.