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Mercati: i gestori prevedono un rialzo delle Borse Ue, cautela su Wally (Morningstar)

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Europa in gran rispolvero, mentre per Usa e Asia ancora cautela. Questa la posizione della maggior parte dei gestori intervistati da Morningstar per il consueto sondaggio mensile sui mercati globali. Dalle testimonianze raccolte, la maggioranza dei money manager prevede per i prossimi mesi rialzi sostenuti sulle piazze azionarie del Vecchio continente. “I mercati possono beneficiare dell’abbondante liquidità e dei segnali di miglioramento dell’economia – si legge nel rapporto diffuso dalla società di ricerca sugli investimenti – In particolare, sono avvantaggiati i settori ciclici se le spese delle aziende e dei consumatori ripartiranno”. Su queste prospettive, l’ottimismo dei money manager sull’Europa è salito ai massimi dell’anno: a dicembre, la percentuale di gestori che prevedono che le Borse del Vecchio continente saliranno nei prossimi sei mesi sono passati dal 50% di novembre al 66,7%. Per quanto riguarda la sola Italia, la percentuale degli ottimisti è più bassa e pari al 42,8%. Su Piazza Affari peserà infatti la concentrazione dei titoli bancari, che condizioneranno ancora il listino milanese per il 2010. 


Oltreoceano invece, la fine degli stimoli fiscali e monetari potrebbe pesare sull’andamento di Wall Street nei prossimi mesi. “Gli Stati Uniti sono l’area che più preoccupa i gestori in vista della fine delle politiche espansive del governo e della Federal Reserve – si legge nel rapporto di Morningstar – L’economia, infatti, potrebbe risentirne più di altre regioni”. Secondo i money manager però l’exit strategy non sarà praticata tanto presto quindi Wall Street dovrebbe “continuare a beneficiare dell’abbondante liquidità”. Per il 57% degli intervistati (erano il 45% a novembre), Wall Street si apprezzerà nei prossimi sei mesi, mentre il 33% stima che rimarrà stabile attorno agli attuali livelli, ma con un’elevata volatilità.

Per quanto riguarda poi la valuta americana, i gestori prevedono un possibile apprezzamento rispetto all’euro. “Se l’economia americana si rimetterà in marcia, gli investitori potrebbero tornare ad acquistare asset in dollari, a beneficio del biglietto verde che è stato fortemente penalizzato nella seconda parte dell’anno – sostengono i money manager – A favore della divisa Usa gioca anche il fattore Cina: l’ex celeste impero, infatti, potrebbe usare il tasso di cambio come strumento per rendere la politica monetaria più restrittiva”. 


Ritornando sui mercati finanziari, i gestori guardano con più prudenza le piazze asiatiche che potrebbero frenare dopo il recente rally, mentre la Borsa di Tokyo rimane ancora la meno appetibile dell’area. Nonostante l’aria asiatica rimanga nel lungo periodo tra quelle con maggiori possibilità di crescita, i money manager sono più cauti rispetto ai mesi scorsi: a dicembre, la percentuale di ottimisti che scommette su un’ulteriore rialzo dei listini è scesa al 52% dal 65% di novembre. Rimane invece alta la percentuale di pessimisti per il mercato del Giappone. “I gestori sottopesano gli asset in yen rispetto ai titoli europei ed emergenti, perché temono l’estrema volatilità della divisa locale, l’eccessivo indebitamento e le prospettive negative per l’economia”, rivela il sondaggio mensile. E’ insomma forte il timore che il Sol Levante non riesca ad agganciare la ripresa.