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Mercati finanziari: aumenta la fiducia degli investitori, l’azionario torna l’investimento preferito

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Gli investitori ritornano ad avere fiducia nel futuro. E’ quanto emerge dai risultati dell’indagine Schroders global investment trends condotta su 14.800 individui di 20 Paesi che si sono dichiarati pronti a investire cifre superiori ai 10.000 euro nei prossimi dodici mesi. Il sondaggio, condotto tra il 28 marzo e il 12 aprile, certifica il miglioramento di sentiment che si registra sui mercati da qualche mese. 
Nei primi cinque mesi dell’anno tutti i maggiori indici azionari mostrano performance positive con Wall Street che ha rinnovato più volte i massimi storici. La pressione sugli spread dei Paesi periferici europei si è ridotta e la volatilità si è mantenuta su livelli contenuti, senza mai superare quota 20 da inizio anno sul Vix. Una lunga fase di risk-on che finora non è stata messa in crisi né dai problemi tuttora irrisolti di un’economia che cresce ancora debolmente (in Europa non cresce) sia dalla possibilità che l’enorme massa di liquidità gettata sui mercati dalle Banche centrali cominci ad essere lentamente ritirata. Nel Comitato di politica monetaria della Federal Reserve sono cresciute le voci dei falchi nonostante Bernanke abbia ribadito la volontà di proseguire con la politica monetaria accomodante fino a che sarà necessario. 
Partendo da questa base e guardando ai prossimi dodici mesi il 38% degli intervistati a livello globale prevede di aumentare l’ammontare investito. Gli “ottimisti” sono aumentati del 3% circa rispetto al sondaggio dello scorso anno. Il merito è in gran parte degli investitori asiatici (+5,5% di ottimisti) mentre la differenza per gli investitori europei è solo dell’1%. Quasi la metà degli intervistati ha fiducia nelle opportunità di investimento dei prossimi dodici mesi rispetto allo scorso anno contro un 18% che si è dichiarato meno fiducioso. Anche in questo caso è sostanziale la differenza tra aree geografiche. Va meglio al di là dell’Atlantico e in Estremo oriente (59%) mentre in Europa e Medio Oriente la percentuale di investitori che hanno fiducia sulle opportunità di investimento scende al 39%. 
In tutte le aree geografiche la maggioranza degli investitori indica l’Asia/Asia Pacifico come l’area che offrirà le maggiori opportunità di crescita mentre ben pochi scommettono sull’Europa nella quale credono poco gli stessi europei: solo il 12% degli investitori europei e mediorientali la ritiene l’area con le migliori opportunità. 
In un contesto di maggiore fiducia e di risk-on è naturalmente l’azionario ad essere premiato dagli investitori. Oltre i due terzi degli intervistati ha intenzione di scegliere questa asset class contro un 25% più orientato verso l’obbligazionario. Anche in questo caso gli europei, memori delle sofferenze degli ultimi anni, hanno un atteggiamento più prudente. In media la quota di patrimonio che dovrebbe finire in strumenti a basso rischio è del 51% per gli investitori del Vecchio continente, del 40% per quelli Usa e del 39% per gli asiatici. 
La prudenza degli investitori europei è giustificata dalla presenza continua della preoccupazione principale degli investitori, la crisi del debito. Quasi la metà (49%) del campione globale la ritiene il problema principale, accompagnata dalla incertezza/instabilità politica (42%) e da un buon numero di investitori (40%) che ha dubbi sulla ripresa economica mondiale.