I mercati fanno i conti con la chiusura del rubinetto della liquidità, brilla solo il dollaro

Inviato da Marco Barlassina il Mer, 13/06/2007 - 11:55

I mercati mondiali sono a un punto di svolta? Sembra essersi invertito il paradigma su cui le attività finanziarie si sono rette negli scorsi mesi e cioè la presenza di abbondante liquidità. Il timore diffuso su tutti i mercati mondiali è infatti che si stia avvicinando una fase di restrizioni monetarie su scala globale. Si assiste così a una debolezza generalizzata che coinvolge i mercati azionari, ma anche quelli obbligazionari e le materie prime.

"Tutto è partito da un'aggressiva offensiva sui tassi - spiega Jacopo Ceccatelli, partner di Jc Associati - a sua volta iniziata dopo che negli Usa il rallentamento economico non ha avuto effetti secondari né su occupazione né sugli utili". Ai rialzi dei tassi che già hanno riguardato settimana scorsa Unione Europea, Australia, Corea del Sud e Nuova Zelanda sono andate ad aggiungersi la risalita delle aspettative di inflazione che hanno iniziato a riguardare anche Uk e Cina. Nel gigante asiatico il surriscaldamento della voce alimentari ha portato l'inflazione di maggio al tasso annuo di 3,4%, massimo degli ultimi ventisette mesi. Il dato è stato interpretato come una conferma della necessità di una nuovo rialzo dei tassi volto anche a frenare l'ulteriore discesa del già negativo tasso sui depositi effettivi delle banche.

Che qualcosa sia cambiato lo testimonia anche il proseguimento della fase di rialzo dei tassi di mercato negli Usa. Ieri il tasso sul decennale è salito ai massimi degli ultimi 5 anni, in area 5,30%. Anche qui si è registrato un aumento della probabilità che gli operatori assegnano a un eventuale rialzo dei tassi negli Usa a fine anno, anzichè di un taglio come atteso fino a poche settimane fa - fanno notare gli analisti di Mps Finance nella loro nota giornaliera, in cui aggiungono che - l'aumento è stato sostenuto anche da un discorso dell'ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, che ha definito non probabile un proseguimento di una situazione di bassi premi al rischio sul debito dei mercati emergenti.
 
Cosa cambia in particolare per l'azionario? Da un lato i maggiori rendimenti dell'obbligazionario rendono immediatamente meno attraenti le azioni, dall'altro più alti tassi d'interesse aumentano i costi delle operazioni di buyout, lasciando prevedere un'attenuazione del numero di nuove operazioni di fusione e acquisizione. "Il movimento sui tassi ha raggiunto livelli rilevanti e sono sorpreso della tenuta del mercato azionario, ma se la volatilità sui tassi dovesse continuare così anche le altre asset class ne risentiranno", chiarisce Ceccatelli.

In questo scenario nella notte si è rafforzato il dollaro e si è deprezzato lo yen. "Da settimana scorsa i prezzi dei Treasury americani hanno cominciato a scendere - spiegano a Finanza.com da Euroforex - segnalando una maggiore appetibilità di tutto quanto connesso al dollaro. Lo scenario non ha ancora una definizione, ma il sentiment sull'euro dollaro è negativo, la correzione potrebbe essere anche più profonda del previsto, potendo scendere anche sotto 1,32. La crescita dei rendimenti a livello globale sta inoltre indebolendo lo yen nella previsione che gli investitori giapponesi siano maggiormente spinti a investire all'estero. Non solo però. "A luglio c'è una scadenza elettorale - aggiungono gli analisti di Euroforex - e fino ad allora potrebbe non esserci nessuna stretta monetaria". Lo yen ha così toccato i minimi dal 2002 nei confronti del biglietto verde, con il cross dollaro yen salito fino a 122,32.

Un deciso ritracciamento ha interessato anche il greggio e i metalli industriali. "Non è più un mercato legato solo al ciclo economico, ma anche al ciclo degli investimenti", spiega ancora Ceccatelli, secondo cui in questo caso agirebbe quindi la previsione di una riduzione della liquidità, un ragionamento che porta a chiudere le posizioni finanziarie.

(notizia aggiornata alle ore 12.20, integra le dichiarazioni di Jacopo Ceccatelli di Jc Associati)

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