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Mercati europei volatili in avvio d’ottava, dopo Bce si attende la Fed. Petrolio in area 31$ al barile

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I mercati europei sono nuovamente in preda alla volatilità. Dopo un avvio in moderato rialzo sull’onda della chiusura positiva della Borsa di Tokyo e di Wall Street, i listini continentali hanno già virato in territorio negativo. In attesa della riunione di mercoledì prossimo della Federal Reserve (Fed), gli indici europei sono in cerca di una direzione e in questo momento prevalgono i ribassi, seppure moderati: il Cac40 e il Dax cedono rispettivamente lo 0,3% e lo 0,07%, mentre il Ftse 100 scivola dello 0,06 per cento. Stesso umore a Piazza Affari, con il Ftse Mib che cede lo 0,14% a 19.000,99 punti. 
Nelle ultime due sedute, decisamente positive, gli indici europei hanno beneficiato delle aspettative per ulteriori stimoli monetari da parte delle principali Banche centrali. Oltre alle parole del governatore Mario Draghi, che ha preannunciato la possibilità di ulteriori stimoli da parte della Banca centrale europea (Bce) già nella riunione di marzo, gli investitori guardano a nuove misure da parte della Bank of Japan alle prese con rafforzamento dello yen e crescenti pressioni deflattive.  
L’agenda della giornata e l’evento della settimana
Dal fronte macro oggi è previsto l’Ifo, l’indice che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi. Tra le altre indicazioni, l’agenda odierna prevede anche il fatturato e le vendite al dettaglio in Italia. Dagli Stati Uniti verrà diffusa nel pomeriggio l’attività manifatturiera calcolata dalla Fed di Dallas. 
Come anticipato, l’appuntamento clou della settimana è fissato per mercoledì 27 gennaio con la prima riunione del 2016 della banca centrale americana: l’istituto guidato da Janet Yellen sarà chiamato a fornire indicazioni sulle prossime mosse di politica monetaria della Fed alla luce dell’attuale scenario globale
“Riteniamo che, dopo aver rialzato il costo del denaro per la prima volta dal 2006, i membri del board possano decidere di rinviare la seconda stretta monetaria almeno di qualche mese per molteplici ragioni (dalla crisi dei paesi emergenti al rallentamento dell’economia cinese, dal crollo dei prezzi energetici alla discesa delle quotazioni delle materie prime)”, afferma Filippo Diodovich, market strategist di Ig, ricordando che  nel corso del prossimo meeting non si terrà la conferenza stampa di Janet Yellen e non  verranno fornite le proiezioni economiche su Pil/inflazione (previste, invece, nella riunione di marzo). “Stimiamo che nello statement la Yellen possa sottolineare il forte incremento dei rischi per l’economia americana – aggiungono da Ig – La Yellen dovrebbe comunque confermare il processo graduale di rialzo dei tassi nel 2016. Processo che sarà ancora piu’ soft del previsto”. 
Petrolio osservato speciale sui mercati
Dopo un avvio settimanale in recupero anche sul petrolio tornano le vendite. Il future sul Wti e il Brent viaggiano ora sotto la soglia dei 32 dollari al barile. Il recupero registrato nelle passate sedute era stato dettato dalle possibili future mosse delle banche centrali, in particolare della Bce, che potrebbero mettere in atto ulteriori mosse per stimolare la ripresa economica della zona e quindi una ripresa dei consumi a livello globale.