1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

Mercati europei: tornano le forti vendite, Wti sotto 27 dollari al barile

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
Tutto da rifare sui mercati europei. Il “rimbalzone” andato in scena ieri sulle principali Borse del Vecchio continente (con Piazza Affari che è volata di circa il 5%) sembra oramai un vecchio ricordo, con gli indici che stamattina sono ripiombati nel baratro delle vendite. A Londra il Ftse 100 cede circa il 2,56%, mentre a Francoforte e Parigi i ribassi sono superiori al tre per cento: il Cac40 lascia sul terreno il 3,96% e viaggia in area 3900 punti (minimi da luglio 2013), mentre per il Dax scivola del 3,34% a 8714 punti (minimi da ottobre 2014). Pesanti perdite anche a Piazza Affari che cede quasi cinque punti percentuali, con il Ftse Mib che si muove sui 15.907,60 punti.
Sul fronte dei titoli di stato, sotto pressione lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco che oltrepassa la soglia dei 150 punti base. Il rendimento del bond decennale italiano sul mercato secondario è pari all’1,68%, mentre il tasso del Bund tedesco viaggia sotto la soglia dello 0,20%. 
 
Diversi i fattori (alcuni già noti) che stanno condizionando questa seduta. Innanzi tutto, la rinnovata debolezza del petrolio: il Wti cede circa il 2,3% a 26,73 dollari al barile, mentre il Brent perde l’1,6% a 30,47 dollari al barile. E poi ancora le preoccupazioni legate alle prospettive di crescita dell’economia mondiale. Timori che sono riemersi ieri durante l’audizione alla Camera del presidente della Federal Reserve (Fed), Janet Yellen, facendo capire che non lasciano indifferente la Fed. Nel corso del suo intervento la governatrice ha inoltre rimarcato che le attuali turbolenze sui mercati, se persistenti, possono incidere sull’outlook economico. Allo stesso tempo la banca centrale americana si attende che l’economia abbia bisogno solo di graduali rialzi dei tassi ed è infine convinta che gli incrementi salariali supporteranno reddito e consumi.
 
“Come da attese l’intervento della Yellen è stato molto pragmatico”, ha dichiarato Marco Vailati, responsabile ricerca e investimenti di Cassa Lombarda, secondo il quale l’intervento di Yekllen “ha evidenziato la forza ma anche la vulnerabilità dell’economia e ha fatto presente che la Fed osserva i mercati finanziari e l’economia mondiale senza tuttavia esserne dipendente. In questo modo si è lasciata aperta ogni possibilità”.
 
Come se non bastasse questo scenario macro, indicazioni poco entusiasmanti sono arrivate dai risultati finanziari di alcune big europee, tra cui Société Générale, Rio Tinto e Zurich Insurance che hanno alimentato ulteriormente i timori legati alla crescita globale. Sotto la lente i conti del gruppo bancario francese che in questo momento lascia sul terreno oltre 14 punti percentuali in scia ai profitti inferiori alle attese nel quarto trimestre 2015 in scia all’accantonamento di 400 milioni di euro per il “fondo contenziosi”. Gli utili di SocGen sono cresciuti di circa il 20% a 656 milioni di euro dai 549 milioni del corrispondente periodo nel 2014, ma hanno deluso le attese del mercato che pronosticava un dato pari a 944 milioni di euro.