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Mercati europei tentano il rimbalzo dopo Bce. Oggi è l’ora del mercato del lavoro Usa

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I mercati europei tentano il rimbalzo all’indomani della delusione per i mancati (ma tanto attesi) annunci da parte della Banca centrale europea (Bce). L’istituto di Francoforte ha deciso, infatti, di prendere tempo e rimandare al nuovo anno l’eventuale ricorso a nuove misure straordinarie a sostegno dell’economia della zona euro.

Draghi non ha dato un timing preciso è vero, ma ha fornito molti dettagli e chiarito molti punti su un eventuale piano di allentamento monetario. In particolare, il presidente Mario Draghi ha ricordato che “l’acquisto di titoli di Stato rientra chiaramente nel mandato” della Bce, ammettendo che “non è necessario un consenso unanime all’interno del board per avviare questo programma di alleggerimento quantitativo”.

E adesso si guarda alle prossime scadenze e ai prossimi meeting della Bce: a fine gennaio (le riunioni avverranno ogni sei settimana a partire dal 2015) o marzo il consiglio direttivo della Bce valuterà l’impatto delle misure annunciate fino ad ora e dell’andamento del petrolio e i riflessi sull’inflazione.
Mentre riecheggiano ancora le parole di Mario Draghi, oggi gli investitori guardano all’altro evento clou della settimana, ossia i dati sul mercato del lavoro statunitense per il mese di novembre. Secondo il consenso Bloomberg dovrebbero essere creati 225 mila nuovi posti lavoro nel settore non agricolo, mentre il tasso di disoccupazione non dovrebbe riservare sorprese, attestandosi al 5,8 per cento. L’economista di Ubs Paul Donovan bolla come “una questione di importanza globale” le indicazioni sull’occupazione americana in uscita nel primo pomeriggio italiano. 
Tra gli appuntamenti macroeconomici di giornata da monitorare anche la bilancia commerciale e il credito al consumo di ottobre negli Stati Uniti, oltre agli ordinativi industriali di ottobre. A mercati chiusi gli esperti di Standard and Poor’s si pronunceranno sul rating dell’Italia e dell’Irlanda.

Nel frattempo prima dell’avvio sono arrivati segnali incoraggianti dall’industria tedesca: gli ordini alle fabbriche a ottobre hanno registrato una crescita mensile pari al 2,5%; una lettura superiore al dato precedente (+1,1%) ma soprattutto ampiamente meglio delle attese degli analisti ferme al +0,5%. Su base annualizzata l’incremento è pari al 2,4% mentre le attese erano per un invariato dal -0,7% del valore precedente.

Quando è trascorsa meno di una ora dall’avvio degli scambi i listini continentali proseguono sulla strada degli acquisti: il Cac40 sale dell’1,16%, mentre il Dax di Francoforte avanza dell’1,20 per cento.
Positiva anche la Borsa di Londra con il Ftse 100 che mostra un progresso dello 0,73 per cento. Progressi sostenuti anche a Piazza Affari, dove il Ftse Mib guadagna l’1,67% a 19.749,52 punti grazie al buon andamento del settore bancario. La migliore del listino milanese è Fiat Chrysler Automobiles (Fca) che sale del 2,73% a 10,91 euro.