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Mercati europei in rosso, seduta da dimenticare per Daily Mail e Dialog Semiconductor

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Borse europee chiudono in rosso nel gran giorno dell’Opec. Come da attese, il Cartello ha esteso di nove mesi, e quindi fino alla fine del 2018, i tagli alla produzione. Il Brent, in aumento di oltre 1 punto percentuale prima della decisione, ha azzerato i guadagni nel più classico del “sell on news” (62,5$/barile in questo momento).

indicazioni contrastanti quelle arrivate dai dati economici di Eurolandia. Sotto le stime l’inflazione, salita nel mese corrente dell’1,5% annuo, al di sopra dell’1,4% di ottobre ma inferiore all’1,6% stimato dagli analisti. Al netto delle componenti più volatili, la c.d. inflazione “core”, il dato si è confermato allo 0,9% (consenso 1%), contro l’1,2% di agosto e l’1,1% di settembre.

“Con il dato generale in miglioramento, l’andamento dell’indice ‘core’ continua a destare preoccupazione”, ha commentato Bert Colijn di ING. “Il calo allo 0,9% -continua l’esperto- non è stato causato esclusivamente da contrazioni una tantum di alcune categorie, ma da un declino nella crescita dei prezzi in diversi comparti”. “Anche se una debolezza prolungata era attesa, a sorprendere è la completa mancanza di una ripresa”.

Va meglio il mercato del lavoro. Stimato stabile all’8,9 per cento, il mese scorso il tasso di disoccupazione nei Paesi aderenti la moneta unica è arretrato all’8,8%. Per l’indice, che ad ottobre 2016 si attestava al 9,8%, si tratta del risultato migliore dal gennaio del 2009. Nel pomeriggio dagli Stati Uniti, oltre al consueto aggiornamento sulle nuove richieste di sussidio (238 mila), sono arrivate le statistiche indice dei prezzi PCE (+0,2% mensile in versione “core”), redditi-spese (+0,4 e +0,3%mensile) e Chicago PMI (63,9 punti).

Chiusura in rosso di circa mezzo punto percentuale per Madrid e Parigi (-0,55% a 10.211 punti la prima, -0,47% a 5.372,79 la seconda), -0,29% per Francoforte a 13.023,98 e -0,9% del listino londinese a 7.326,67.

Sul listino della City Aviva ha segnato un +1,55% dopo aver alzato la view sulla crescita degli utili dal 2019 a “oltre il 5%”. Inoltre, la compagnia ha reso noto di voler portare il “payout ratio”, il rapporto fra dividendi distribuiti e utile netto, tra il 55 e il 60 per cento degli utili operativi. Tonfo di quasi 25 punti percentuali per Daily Mail and General Trust (-24,48%) dopo aver annunciato una perdita lorda nell’esercizio fiscale terminato a settembre.

Seduta da dimenticare anche per Dialog Semiconductor (-17,9%) in scia delle indiscrezioni relative l’addio, dal 2018, di un cliente del calibro di Apple.