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Mercati europei deboli con rafforzamento euro. Focus su riforma fiscale Usa, bene Wti dopo Opec

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La prima seduta del mese di dicembre prende il via all’insegna debolezza per le principali Borse europee, in attesa di novità dalla riforma fiscale Usa, con il voto al Senato che dovrebbe arrivare stasera. E se Wall Street ha messo a segno nuovi record, con il Dow Jones che è volato per la ptrima volta oltre la soglia di 24mila punti, i mercati del Vecchio continente mostrano un atteggiamento prudente di fronte al rafforzamento dell’euro oltre la soglia di 1,19. Se questi sono i temi in primo piano, gli operatori si interrogano sulle prospettive del mese appena iniziato. Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, ricorda: “Diverse statistiche suggeriscono che l’azionario statunitense a dicembre dovrebbe tenere: la stagionalità a dicembre è positiva, e inoltre, negli anni positivi, quasi mai dicembre ha invertito la tendenza”.

Una prudenza che emerge dall’andamento dei listini che hanno accelerato al ribasso rispetto all’avvio: il Ftse 100 e il Dax mostrano un calo rispettivamente dello 0,17% e dello 0,65%, mentre il Cac40 scivola dello 0,7 per cento. A Piazza Affari, l’indice Ftse Mib cede lo 0,85% a 22.178,47 punti. Seduta che prende il via positivamente per Saipem, che conquista la vetta del listino milanese con un rialzo di oltre l’1,7%, favorito dal recupero delle quotazioni del petrolio all’indomani del meeting Opec e del contratto annunciato ieri sera.

Saipem si è aggiudicata un nuovo contratto E&C Offshore da parte di Saudi Aramco per attività di Engineering, Procurement, Construction (EPC) in Arabia Saudita, nell’ambito del Long Term Agreement rinnovato nel 2015 fino al 2021. Sono stati inoltre assegnati lavori aggiuntivi relativi a progetti precedentemente acquisiti nel segmento E&C Offshore in West Africa. Il valore complessivo di tali nuove acquisizioni ammonta a circa 400 milioni di dollari. Sul fondo del Ftse Mib il titolo FCA che cede quasi il 2,3% nonostante abbia chiuso il mese di novembre con le immatricolazioni in Francia in crescita di oltre il 9 per cento. Lato forex, il cambio euro/dollaro si mantiene sopra la soglia di 1,19 (poco prima delle 9.50 il cross valuta unica/biglietto verde sale dello 0,23% a 1,1930).

Quotazioni petrolio positive all’indomani delle decisioni Opec

Lato commodity,  le quotazioni del petrolio sono in crescita: il Wti (riferimento americano) mostra una crescita dello 0,56% a 57,72 dollari al barile, mentre il Brent (riferimento europeo) avanza dello 0,78% a 63,12 dollari. Nessun “sell on news” al’indomani della decisione dell’Opec di estendere i tagli produttivi fino a fine 2018.

“La decisione dell’Opec di estendere il taglio della produzione per nove mesi non rappresenta una sorpresa, con i mercati che già lo avevano prezzato”, commenta Viktor Nossek, director of research di WisdomTree in Europe, rimarcando, tuttavia, che “la curva dei future sul petrolio sempre più in backwardation e il recente aumento dei prezzi, non solo hanno giustificato la decisione dell’Opec di limitare l’offerta, ma stanno ora incoraggiando altre nazioni produttrici a partecipare ai tagli della stessa”. Ciò, prosegue l’esperto, mette in luce la crescente volontà dei paesi produttori di restringere collettivamente l’offerta per scongiurare la minaccia rappresentata dello shale oil e far aumentare i prezzi. Il boom produttivo di shale in precedenza ha agito da freno rispetto a qualsiasi tendenza rialzista del greggio derivante dall’accordo dell’Opec sul taglio della produzione. Nossek segnala che questa volta la situazione potrebbe essere differente: con lo shale a lottare per controbilanciare i tagli alla produzione dell’ Opec, un contesto strutturalmente rialzista per il greggio potrebbe essere in preparazione.