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Mercati europei contrastati. Primo calo in 7 anni per le payrolls

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La settimana delle borse europee si chiude intorno alla parità in attesa di sviluppi dal fronte spagnolo. L’indice della City, il Ftse100 si è fermato a 7.522,87 punti, +0,2%, il listino francese è sceso dello 0,36% a 5.359,90 e il Dax si è confermato in quota 13 mila punti (-0,09% a 12.955,94). A spingere l’indice tedesco, che ha fatto segnare un nuovo massimo storico a 12.993,53 punti, la debolezza dell’euro e le indicazioni arrivate dai dati macro.

“C’è stata un’esplosione estiva dei nuovi ordini”. Così Carsten Brzeski, analista di ING, ha commentato le indicazioni macro arrivate questa mattina dalla Germania. Ad agosto gli ordini alle industrie della prima economia europea hanno segnato un incremento del 3,6% mensile, contro il -0,4% precedente. Su base annua il dato segna un +7,8%, dal +5,4% della passata rilevazione.

“Con i dati diffusi oggi – continua Brzeski – il 2017 ora appare positivo come il 2016”. “Insieme ai forti riscontri sull’andamento dell’attività economica, che rilevano attese di produzione e libri ordini nei pressi dei massimi storici, l’industria tedesca si avvia a chiudere l’anno alla massima velocità”.

I timori sull’indipendenza di Barcellona hanno continuato a penalizzare l’Ibex,-0,29% a 10.185,50 punti, e un comparto bancario in cui sono tornate le vendite, in particolare sugli istituti catalani (-0,58% per Caixabank, -1,89% di Banco de Sabadell).

Nella seconda parte è stata la volta dell’aggiornamento sull’andamento del mercato del lavoro statunitense. Causa il passaggio degli uragani, il saldo delle buste paga nei settori non agricoli, le c.d. non-farm payrolls, a settembre ha fatto registrare la prima contrazione in sette anni. Stimato a 90 mila unità, poco più della metà rispetto al dato medio mensile registrato sin qui da inizio anno, il saldo delle payrolls il mese scorso è risultato negativo per 33 mila unità. Meglio del previsto invece il tasso di disoccupazione che, visto stabile al 4,4%, è sceso ai minimi dal dicembre del 2000 al 4,2%.