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Mercati europei cauti in avvio. Elezioni Grecia e riunione Fed: i due eventi della settimana

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E’ ancora l’incertezza protagonista sui principali mercati europei dopo l’ultima settimana contrassegnata dai timori per lo scenario politico in Grecia e per le preoccupazioni legate alle prospettive congiunturali globali. Sui listini mondiali ha pesato anche l’ulteriore flessione dei prezzi del greggio che si è spinto sotto quota 60 dollari al barile per la prima volta dal luglio del 2009
 
La settimana è iniziata all’insegna della cautela per le Borse continentali in scia alla debole chiusura di Wall Street e della Borsa di Tokyo. La Piazza finanziaria nipponica non ha approfittato del successo elettorale ottenuto dal premier Shinzo Abe, la cui coalizione Liberaldemocratici-Komeito ha riconquistato la maggioranza dei due terzi nella Camera Bassa. Una vittoria che ha così rafforzato le prospettiva di una stabilità politica di lungo termine. L’indice Nikkei ha tuttavia risentito delle cattive performance registrate da Wall Street, dell’incertezza dello yen e del deludente dato sull’indice Tankan sulle grandi industrie manifatturiere del Giappone. E così l’indice di riferimento della Borsa del Sol Levante ha perso l’1,57% attestandosi a 17.099,40 punti.
E la Francia non si è risvegliata nel migliore dei modi. Venerdì sera a mercato chiuso l’Eliseo si è visto recapitare il declassamento di Fitch. Gli analisti dell’agenzia Usa hanno abbassato il rating sovrano francese, portandolo “AA+” a “AA” (outlook stabile). 
 
E mentre le quotazioni del petrolio (senza dubbio uno dei market mover sui mercati delle ultime settimane) tornano timidamente a salire, quali saranno i temi macroeconomici più significativi della seduta? Gli investitori guarderanno soprattutto agli Stati Uniti, dove nel pomeriggio sono attesi una serie di importanti dati macro. Tra cui, la pubblicazione dell’indice Empire State Manufacturing di dicembre e la produzione industriale di novembre. Sempre oggi sono attese indicazioni dal comparto immobiliare, con l’uscita della fiducia dei costruttori di dicembre (indice Nahb). 
 
Fed, Janet YellenMa la settimana appena iniziata ha in calendario due eventi. Nella zona euro occhi puntati sulle elezioni presidenziali in Grecia (il primo turno è previsto il prossimo 17 dicembre). “Nel caso di una mancata elezione del presidente nei tre turni previsti (che termineranno il 29 dicembre), verranno sciolte le camere e si tornerà alle urne – ricordano gli esperti di Ig – Ciò potrebbe favorire l’ascesa al potere del leader del partito di Sinistra, Alexis Tsipras, noto per le sue posizioni anti euro, avanti nei sondaggi”. Un’eventualità, aggiungono da Ig, che il mercato sembra temere. 
Negli Stati Uniti si guarderà, invece, all’ultima riunione del 2014 del Fomc, il braccio operativo della Fed, in agenda sempre mercoledì 17. Al termine del meeting della banca centrale Usa verranno diffuse le stime economiche e ci sarà la conferenza stampa del governatore Janet Yellen. 
In questo caso, secondo Ig, “gli operatori sembrano temere un atteggiamento più aggressivo da parte della Fed alla luce dei miglioramenti in atto. Per questo sarà molto importante leggere il comunicato della Banca centrale a stelle e strisce e ascoltare le parole della governatrice, Janet Yellen”. 
 
E in questo scenario i listini europei si mostrano volatili: dopo un avvio in leggero ribasso sono ora passati in territorio positivo. Il Ftse 100 e il Dax di Francoforte salgono rispettivamente dello 0,36% e dello 0,38%, positivo anche l’indice Cac40 nonostante la bocciatura di venerdì di Fitch. Anche Piazza Affari è positiva: il Ftse Mib sale di quasi mezzo punto percentuale a 18.690,66 punti. Brillano gli energetici di Piazza Affari, colpiti pesantemente dalle vendite durante la scorsa settimana complice la discesa del petrolio ai minimi degli ultimi cinque anni. In rialzo Saipem e Tenaris che si posizionano in testa al listino milanese.