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Mercati europei cauti: giovedì parola a Draghi. Bce agirà o non agirà?

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I mercati europei aprono la prima settimana di settembre con un atteggiamento cauto, aspettando la riunione della Banca centrale europea (Bce). Il consiglio direttivo della Bce che si riunirà giovedì 4 settembre a Francoforte sarà chiamato a decidere sulle future mosse di politica monetaria. Gli interrogativi che si inseguono da giorni, soprattutto dopo le dichiarazioni a Jackson Hole del governatore Mario Draghi, sono diversi, tra cui verranno tagliati i tassi? Verrà lanciato un quantitative easing (QE) in sala europea
Insomma la Bce agirà o non agirà? Secondo Michel Martinez, economista di Société Générale, l’Eurotower non è ancora pronta ad agire sulle aspettative di inflazione. Nell’intervento di Jackson Hole Draghi ha aumentato le aspettative di un QE, dopo avere riconosciuto che le aspettative inflazionistiche sono diminuite. “Non c’è dubbio che il tono era dovish, ma crediamo che la Bce non farà alcun annuncio nella riunione del 4 settembre dato che il programma LTRO deve ancora partire”, afferma l’esperto della banca francese. Non è, tuttavia, esclusa la possibilità che l’istituto di Francoforte possa ancora sorprendere, annunciando una nuova riduzione dei tassi o il lancio di un programma Abs. Potrebbe inoltre dare, afferma Martinez, delle indicazioni più chiare su un eventuale Qe “che verrebbe attivato se le prospettive di inflazione di deteriorassero ulteriormente”.
Nel nostro scenario di base, spiegano da Société Générale, la Bce “dovrebbe lanciare un piano di stimolo all’economia della zona euro alla fine dell’anno e ammonterebbe a circa 300 miliardi di euro. Gli acquisti di Abs (100 miliardi di  euro) potrebbe eventualmente iniziare prima. 
Gli esperti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ricordano che “venerdì la stima dell’inflazione è scesa ancora, in linea con le attese, da 0,4% a 0,3% e alla riunione di giovedì la Bce prenderà atto ufficialmente dei recenti sviluppi nella dinamica dei prezzi. Importanti saranno sia le nuove previsioni di crescita e inflazione, sia i segnali che vorrà dare in merito a eventuali nuove azioni concrete di policy per prevenire i rischi di deflazione”.
Scontro tra Merkel e Draghi su rigore? 
E nell’attesa della riunione di giovedì prossimo pare essersi acceso lo scontro tra il presidente della Banca centrale europea (Bce) e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, sul tema dell’austerità e del rigore. Stando alle ricostruzioni del settimanale teutonico “Der Spiegel” Merkel avrebbe chiamato nei giorni scorsi Mario Draghi per chiedere dei chiarimenti sulla linea che la Bce intende seguire sul tema dell’austerità. Dal canto suo Draghi avrebbe dichiarato di “avere solo chiesto un ruolo e un impegno maggiore nella politica delle riforme”. La chiamata sarebbe arrivata dopo il simposio di Jackson Hole,  nel quale Draghi avrebbe posto l’accento sui possibili margini di flessibilità per i governi piuttosto che al rigore.
Immediata la risposta del governo tedesco alle indiscrezioni pubblicate dal settimanale. Il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, ha dichiarato che la ricostruzione fatta da “Der Spiegel” “non corrisponde in nessun modo ai fatti” e ha puntualizzato che il governo non rende pubblico il contenuto delle conversazioni private del cancelliere. 
Zona euro: pmi manifattura scivola a 50,7 punti ad agosto
Intanto in mattinata sono arrivate nuove indicazioni dall’attività manifatturiera della zona euro: l’indice pmi manifatturiero ha registrato ad agosto (lettura finale) una contrazione a 50,7 punti dai 50,8 punti della precedente rilevazione, in ribasso dal 51,8 di luglio. “La crescita del settore manifatturiero dell’Eurozona ha ulteriormente perduto slancio in agosto, con la ripresa della produzione in rallentamento per il quarto mese consecutivo alla punta minima dell’attuale fase di espansione di 14 mesi”, osserva Rob Dobson, senior economist presso Markit.
In questo scenario i listini europei imboccano la strada dei ribassi, seppur limitati: intorno alle 10.20 il Ftse 100 mostra un calo dello 0,23%, mentre il Cac40 cede lo 0,37%. A Francoforte il Dax lascia sul terreno lo 0,28 per cento. In rosso anche Piazza Affari che indietreggia dello 0,52% a 20.344,61.