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Mercati europei accelerano al rialzo. Piazza Affari sostenuta da bancari su Srep e possibile rinvio Bce su Npl

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Mercati europei e Piazza Affari in accelerazione. Nel vecchio continente allungano il passo il Cac40 che sale dello 0,36% e il Dax che segna un +0,63 per cento, mentre Londra è in rosso anche oggi, con il Ftse 100 che cede lo 0,25 per cento. La migliore tra le piazze finanziarie è europee è quella di Milano, con il Ftse Mib che sale di oltre l’0,8% a quota 22.523,45 punti, che approfitta dell’intonazione positiva del comparto bancario in scia alle ultime indicazioni arrivate dallo Srep della Bce. In testa al listino milanese brilla Ubi Banca, con un rialzo oltre il 3%, seguita da Banco Bpm e Bper che mostrano una crescita di oltre il 2,5 per cento. Freccia verde anche UnipoSai Assicurazione che guadagnano l’1,72. Tenta il rimbalzo anche STMicroelctronics dopo lo scivolone della vigilia, quando ha lasciato sul terreno oltre il sei per cento.

A sostenere, in particolare, i titoli del comparto bancario i primi riscontri positivi per gli istituti italiani che arrivano dallo Srep (“processo di revisione e valutazione prudenziale”, in inglese supervisory review and evaluation process, SREP), il processo della Bce che mette a fuoco la situazione in termini di requisiti patrimoniali nonché di gestione dei rischi. Se ieri sono arrivati gli aggiornamenti per Bper, Credem e Popolare di Sondrio, cresce l’attesa per le comunicazioni che dovrebbero arrivare da Francoforte per le big bank di Piazza Affari, come Banco Bpm, Ubi, Intesa Sanpaolo e Unicredit.
A questo vanno ad aggiungersi le indiscrezioni stampa, secondo cui la Banca Centrale Europea (Bce) potrebbe rinviare la presentazione delle due proposte sulla copertura delle sofferenze bancarie. Le nuove regole sugli NPL dovrebbero entrare in vigore il primo gennaio 2018. Intanto la Bce difende la stretta sugli sugli Npl, ma resta l’ipotesi del rinvio di fonte alle critiche ricevute.

Giornata densa di appuntamenti

Numero gli spunti attesi nel corso della seduta dal fronte macroeconomico e non solo. Tra i market mover la riunione Opec che si terrà oggi a Vienna, dove verrà discussa l’esetnsione dei tagli alla produzione. Le attese sono per un’estensione, probabilmente di ulteriori 6-9 mesi. Nell’attesa le quotazioni del Wti (riferimento americano) sono in lieve rialzo a quota 57,41 dollari al barile, mentre quelle del Brent (riferimento europeo) salgono dello 0,35% a 62,77 dollari.

Sul fronte più strettamente macro in mattinata in primo piano per l’Italia e la zona euro aggiornamenti su prezzi al consumo e tasso di disoccupazione (consenso, nel caso dell’eurozona, fissato a +1,6% e 8,9%). Oltre al consueto aggiornamento sulle nuove richieste di sussidio, per quanto riguarda gli Stati Uniti sono in calendario le statistiche su bilancia delle partite correnti, l’indice dei prezzi PCE, redditi-spese e il Chicago Pmi.
Tra i dati di rilievo già pubblicati, il Pmi manifatturiero cinese in crescita e migliore delle attese a novembre, oltre al tasso di disoccupazione in Italia e Germania che non hanno riserbato sorprese a novembre, rimanendo stabili rispettivamente all’11,1% a 5,6 per cento.
Non bisogna poi perdere di vista Wall Street e la corsa senza sosta dei suoi indici. “Anche oggi Washington (dibattito, emendamenti e voto, che più probabilmente arriverà domani) e Wall Street con le sue rotazioni settoriali continueranno ad essere il focus odierno”, sostiene Alessandro Balsotti, head of asset management JCI Capital Limited.