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Mercati: Equita, sorpresi per il rimbalzo ma restiamo cauti. Attesa pressione su banche

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Il rimbalzo degli indici azionari in ottobre ha sorpreso gli analisti di Equita, ma non vedono ancora le condizioni per cambiare la loro view cauta sull’equity. Da inizio ottobre l’indice Ftse Mib di Piazza Affari ha messo a segno un progresso di circa 5,5 punti percentuali chiudendo ieri sopra 17.400 punti per la prima volta da fine giugno. “Le idee di investimento scarseggiano perchè chi ha visibilità sugli utili tratta a multipli sui massimi storici e chi è cheap ha problemi strutturali”, spiegano gli esperti nel loro “Monthly Report”.

Sul mercato secondario si è invece assistito ad un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, come dimostra questa mattina il tasso del Btp decennale che tratta in area 1,55 per cento. “Questa è una buona notizia per le assicurazioni ma non dipende dall’accelerazione dell’attività economica, quanto piuttosto da un aumento dell’inflazione soprattutto negli Stati Uniti“, commentano gli analisti di Equita.

Stringendo lo sguardo su Piazza Affari ad ottobre si è assistito ad un deciso rimbalzo delle banche che, secondo Equita, è stato causato dalla situazione di forte ipervenduto del settore e “non ci sono le condizioni per un re-rating strutturale avendo di fronte a noi non solo gli aumenti di capitale noti (Mps e Unicredit), ma altri che la Bce chiederebbe a fronte di un aumento dei requisiti di capitale dopo lo Srep di novembre”.

Infine gli esperti della sim milanese spiegano come sia necessaria una politica fiscale aggressiva “che consenta di superare il vincolo del 3% di deficit e accantonare il fiscal compact, altrimenti non ci sono speranze che la crescita acceleri oltre un modesto 1-1,5%”.