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Mercati emergenti: Stati Uniti d’Asia (Fondionline.it) -2

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Gli esperti addebitano questo comportamento a due fattori. Il primo al fatto che i mercati obbligazionari stavano riflettendo uno scenario di recessione che non era del tutto chiaro. Il secondo: che i paesi asiatici, ed in special modo la Cina, che attraverso la sottoscrizione di government bond statunitensi hanno fornito un consistente supporto alle quotazioni dei Treasury bond, hanno iniziato a modificare le proprie preferenze e a scommettere anche su altri assets.
Fino a questo momento, Pechino ha finanziato il deficit Usa fino al punto, sostengono alcuni analisti, che non sarebbe più la Federal Reserve a pilotare la politica monetaria a stelle e strisce, ma la Repubblica Popolare cinese (il principale acquirente di Treasury Bond). Dal tasso di interesse offerto dai bond governativi dipende il costo delle ipoteche sottoscritte dai cittadini nordamericani e, a sua volta, il livello del reddito della popolazione e la capacità di consumo. Ragionando in tal senso, la capacità di spesa dei consumatori nordamericani dipenderebbe -misteri della globalizzazione- dall’ammontare di Treasury sottoscritti dalla Cina. E alla Cina conviene sottoscrivere i titoli di debito Usa affinché gli statunitensi continuino a consumare quel che la Cina esporta. Stewart Cowley, analista di Newton, ha recentemente battezzato tale contesto economico-finanziario ‘Stati Uniti d’Asia’.
Tornando al tema della volatilità dei mercati, i primi giorni di un nuovo trimestre rappresentano sempre un buon momento per fare un bilancio del passato e formulare prospettive per il futuro. Se si riflette sui focolai di instabilità che hanno provocato una crescita della volatilità delle Borse negli ultimi mesi, richiama l’attenzione il fatto che i mercati emergenti siano scomparsi dall’agenda. Le turbolenze dei mercati obbligazionari hanno interessato solo marginalmente i mercati emergenti. Abitualmente le prospettive di rialzo dei tassi di interesse tende a danneggiare gli assets emergenti nella misura in cui, se gli assets sicuri diventano più redditizi, la propensione ad assumere rischi tende a diminuire. (Segue).

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