Mercati emergenti: Stati Uniti d’Asia (Fondionline.it)

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Nessuno indica i mercati emergenti come danger zone. I motivi? Pare che questi mercati si siano trasformati da destinazione preferita dei flussi di investimento dei paesi ricchi in creditori del mondo
I mercati che seguono da vicino il ciclo economico sono legati indissolubilmente ad un livello elevato di volatilità. A dispetto di quel che potrebbe sembrare da un’analisi superficiale, il fenomeno non interessa solo i listini azionari. Si pensi, per esempio, ai mercati obbligazionari, che stanno vivendo una lunga fase di nervosismo: un giorno perdono terreno sull’onda dei timori inflazionisti e il giorno dopo rialzano la testa sulla scia delle cattive notizie riguardanti il rischio di default di qualche fondo a gestione alternativa.
Le oscillazioni sono marcate, tuttavia, esiste una tendenza di fondo che riflette una sensibile fuoriuscita di denaro -a partire da marzo- dal mercato obbligazionario statunitense. Dall’inizio della primavera, il rendimento del Treasury Bond decennale è cresciuto del 12%, o quel che è lo stesso, la vendita generalizzata di titoli di debito governativi ha provocato una caduta del 12% nel prezzo dei bond. (Segue)

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