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Mercati: ecco i market mover della settimana aspettando la riunione Fed di metà mese

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La seconda settimana di settembre prende il via con la riapertura dei mercati finanziari cinesi (chiusi il 3 e 4 settembre per commemorare il settantesimo anniversario dalla fine della seconda guerra mondiale) e la chiusura di Wall Street per la festività del Labor Day che si celebra il primo lunedì di settembre.
Un’ottava che parte con diversi nodi da sciogliere, tra cui i timori sulle prospettive di crescita della seconda economia mondiale e le ripercussioni sulle altre economie e sui mercati finanziari. Uno dei dilemmi maggiori, che verrà probabilmente sciolto la prossima settimana, ruota, però, attorno alla Federal Reserve (Fed) e riguarda il primo rialzo dei tassi. Dopo i dati sul lavoro di agosto la banca centrale americana entrerà in azione a metà settembre, annunciando la stretta monetaria? La risposta rimane ancora avvolta da una fitta nebbia. Nel corso della riunione del G20 ad Ankara in Turchia, il vice presidente della Fed, Stanley Fisher, ha dichiarato in una riunione a porte chiuse, citata da “Il Sole 24 Ore“: “Volete sapere da me se rialzeremo i tassi a settembre? Non ve lo posso dire perché non lo so. Dipende dai dati”.  
E mentre si attende a mossa dell’istituto guidato Janet Yellen che resta “macro-oriented“, sono molti i market mover di questa settimana in arrivo non solo dall’America, ma anche dall’Eurozona. Nella zona euro, a meno di una settimana dalla riunione della Banca centrale europea durante la quale il governatore Mario Draghi ha aperto alla possibilità di un QE europeo oltre settembre 2016 se fosse necessario, l’attenzione si concentrerà sulla produzione industriale dei principali paesi dell’Unione europea (Spagna, Francia, Regno Unito, Italia. Il dato tedesco è uscito lunedì) e martedì sulla seconda lettura del Prodotto interno lordo (Pil) del secondo trimestre 2015 che dovrebbe confermare la stima flash a +0,3% t/t e +1,2% a/a. 
Spazio alle banche centrali. Giovedì si guarda alla Banca of England (BoE). Secondo gli esperti di Credit Suisse non ci saranno sorprese in questa riunione, con la politica monetaria dell’istituto inglese che dovrebbe rimanere invariata. “Ci aspettiamo che la riunione della BoE sia un non-evento con la politica immutata in questa fase – afferma la banca elvetica nella nota settimanale sugli appuntamenti macro – Nei verbali, ci attendiamo che un membro possa votare per un rialzo”. Il giorno successivo, venerdì 11 settembre, si riunirà la banca centrale russa che non dovrebbe riserbare mosse a sorpresa
La settimana si chiude con alcuni importanti dati in arrivo dagli Stati Uniti: in particolare gli operatori guarderanno alla lettura preliminare di settembre della fiducia dei consumatori, calcolata dall’Università del Michigan, e alla produzione industriale negli Stati Uniti. Sono infine previste le riunioni di Ecofin ed Eurogruppo.