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Mercati deboli dopo Pmi eurozona. E’ la settimana della Bce, giovedì la riunione mensile

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I mercati europei inaugurano la prima seduta del mese di novembre all’insegna della cautela. Dopo la corsa registrata venerdì scorso grazie all’annuncio a sorpresa della Bank of Japan (BoJ) che ha varato nuove misure a sostegno dell’economia nipponica, oggi i listini europei imboccano la strada dei ribassi, seppur moderati. 
A ottobre resta debole il manifatturiero dell’Eurozona
Nel Vecchio continente gli indici preferiscono mantenere un atteggiamento cauto di fronte alle indicazioni arrivate stamattina dal settore manifatturiero dell’eurozona che rimane debole. “A causa della scarsa domanda che ha continuato a condizionare la crescita sia della produzione che dei livelli occupazionali dei paesi membri della moneta unica – sottolineano da Markit – ad ottobre il settore manifatturiero dell’eurozona rimane in una condizione di quasi stagnazione”. 
Nel dettaglio, nella zona euro nella lettura finale l’indice Pmi manifatturiero è scivolato a 50,6 punti dai 50,7 punti della passata indicazione. Non sono arrivati segnali migliori né dall’Italia con l’indice che è scivolato a 49 punti e né dalla Francia, dove il Pmi manifatturiero è salito a 48,5 punti ma si è mantenuto sotto la soglia critica dei 50 punti. In Germania  il Pmi manifatturiero è sceso, invece, a 51,4 punti a ottobre.
“Durante l’inizio dell’ultimo trimestre la prestazione del settore manifatturiero dell’eurozona è risultata generalmente debole, e questo perché il settore ha difficoltà a recuperare quel ritmo perso dopo il rallentamento di metà anno ha commentato Chris Williamson, capo economista presso Markit – È alquanto improbabile che il settore possa quindi fornire alcuno stimolo significativo alla crescita sofferente del Pil dei paesi della moneta unica“.
Sotto le attese degli analisti il Pmi manifatturiero della Cina che si è attestato a ottobre a 50,8 punti dai precedenti 51,1 punti. Il dato è sotto le attese degli analisti pari a 51,2 punti.
Aspettando la Bce e le parole di Draghi: giovedì la riunione mensile a Francoforte
Il tutto mentre in settimana, giovedì prossimo, si terrà la riunione mensile del consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce). Come di consueto, l’attenzione degli operatori sarà rivolta soprattutto alle dichiarazione che verranno fatte dal governatore Mario Draghi durante la conferenza stampa che segue la decisione sui tassi di interesse.
“Il consiglio direttivo dovrebbe fornire qualche chiarimento sulle previsioni economiche che verranno snocciolate a dicembre – affermano gli esperti di Credit Suisse – A nostro avviso le proiezioni dovrebbero mostrare una significativa revisione al ribasso per quanto riguarda le previsioni di crescita, mentre le stime sull’inflazione 2015 dovrebbero rimanere al di sotto dell’1 per cento”. “Quando e se arriverà il QE dipenderà molto dai dati in uscita nelle prossime settimane“, sostengono da Credit Suisse, secondo cui l’Eutotower si impegnerà in QE all’inizio del prossimo anno. 
In questo clima attendista i listini europei si muovono sotto la parità: a Parigi il Cac40 cede lo 0,4% a 4.216,23 punti, mentre il Dax di Francoforte perde lo 0,39% a 9.290,3 punti. In lieve flessione anche il Ftse 100 che lascia sul terreno lo 0,21% a 6.532,7. A Piazza Affari l’umore è decisamente più negativo: a Milano l’indice Ftse Mib scivola dell’1,12% a 19.561,59.