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Mercati: dati sul lavoro Usa ed elezioni in Portogallo tra gli appuntamenti clou della settimana

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Questa settimana a cavallo tra settembre e ottobre sarà piuttosto intensa tra indicazioni macro importanti, in arrivo soprattutto dagli Stati Uniti, e la partita politica entrata nel vivo in Europa. Le elezioni della Grecia dello scorso 20 settembre sono state infatti solo l’inizio. Ieri è toccato alla Catalogna andare al voto. Qui, hanno riportato un forte risultato i partiti pro-indipendenza: Junts Pel Sì insieme al Cup hanno ottenuto una maggioranza assoluta di 72 seggi su 135 nel nuovo parlamento catalano, rimanendo però sotto il 50% dei voti, con il 47,8%. L’esito delle regionali in Catalogna getta ora un’ombra sulle prossime elezioni generali in Spagna, in programma entro il 20 di dicembre. “Anche se la probabilità di indipendenza è aumentatà – commentano oggi gli analisti di Barclays – non vediamo l’indipendenza come l’esito più probabile soprattutto perché i costi di indipendenza sono molto elevati, tra cui un’uscita dall’Ue. Tuttavia ci aspettiamo che la Catalogna otterrà alcune concessioni da parte del governo centrale, dopo le elezioni generali del 20 dicembre”. Prima del voto spagnolo, tuttavia, altri Paesi europei si recheranno alle urne nelle prossime settimane. Proprio domenica prossima, 4 ottobre, toccherà al Portogallo.
 
Elezioni a parte, l’agenda è ricca di appuntamenti macro. Domani, martedì 29 settembre, verranno diffusi gli indicatori di fiducia nella zona euro, in particolare dei consumatori, dell’industria e dei servizi. Mercoledì sarà una giornata particolarmente fitta: in programma ci sono il tasso di disoccupazione nell’Eurozona, che dovrebbe rimanere stabile al 10,9%, e la prima lettura dell’inflazione sempre nella zona euro, prevista in calo allo 0% dal precedente +0,1%. In uscita lo stesso giorno anche il Prodotto interno lordo (Pil) della Gran Bretagna nel secondo trimestre. 
Il mese di ottobre si aprirà giovedì con la lettura finale dell’indice Pmi manifatturiero di Italia, Francia, Germania ed Eurozona. Infine, venerdì verranno diffusi i dati forse più importanti dell’intera settimana, quelli sul mercato del lavoro americano di agosto. Come ogni primo venerdì del mese il dipartimento del lavoro statunitense pubblicherà la variazione degli occupati non agricoli, le cosiddette non-farm payrolls, che dovrebbero mostrare un incremento rispetto a luglio, e il tasso di disoccupazione, che dovrebbe confermarsi al 5,1%. Indicazioni, queste, molto seguite dai mercati in quanto potrebbero suggerire le prossime mosse della Federal Reserve in tema di rialzo dei tassi di interessi, dopo il nulla di fatto nella riunione di settembre.