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Mercati attendisti nel giorno delle banche centrali

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Indici azionari poco mossi in attesa dei molti appuntamenti in scaletta per oggi. Sarà infatti il giorno delle banche centrali. E non solo perchè rispettivamente alle 13.00 e alle 13.45 si conosceranno le decisioni della Bank of England e della Banca centrale europea sui tassi d’interesse, ma anche per un altro appuntamento che prenderà il via solo a piazze europee già chiuse. Alle 19.00 partirà infatti una conferenza del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, sulle prospettive dell’economia. Nel frattempo gli indici azionari europei si muovono senza una direzione precisa, posizionandosi tutti attorno alla linea della parità. Il Cac 40 francese e il Ftse100 britannico cedono rispettivamente lo 0,10 e lo 0,17%, mentre il Dax tedesco e lo Smi di Zurigo segnano +0,04 e + 0,06%. Solo un po’ meglio fa Milano dove l’S&P/Mib guadagna lo 0,33% a 37444 punti e il Mibtel lo 0,18% a 28174 punti. 


“L’intervento di Bernanke – spiegano oggi dall’ufficio studi di Intesa Sanpaolo – potrebbe segnalare uno spostamento delle priorità della banca centrale verso i rischi sulla crescita dopo i dati negativi di ISM ed employment report. Un’indicazione di questo genere darebbe l’avvallo all’aspettativa di un taglio dei tassi di 50 pb a fine gennaio”. Appaiono invece contenute le possibilità che la Bce sorprenda il mercato tagliando i tassi d’interesse a sostegno dell’economia. Il consensus si attende tassi fermi al 4% oggi e anche fino a metà 2008. Allo stesso modo è atteso un comunicato dai toni aggressivi con conferme di un quadro di fondo ancora solido e di pressioni sulla dinamica dei prezzi. Anche nella loro nota odierna gli analisti di Barclays condividono la previsione di tassi Bce fermi al 4%, mentre hanno attese diverse dal consensus (tassi invariati) per la Bank of England, dalla quale si aspettano un taglio di 25 punti base al 5,25%.

Come detto però è verosimile che le vere scosse possano arrivare nel tardo pomeriggio da Bernanke. Intanto ieri un sostegno al mercato è venuto da un discorso del presidente della Fed di St Louis, William Poole, secondo cui è “troppo presto per dire se i problemi del settore immobiliare spingeranno l’economia in recessione” e ci saranno possibilità di correggere i tassi successivamente, al termine di interventi che possano rivelarsi non più necessari, lasciando intendere il proprio favore a tagli più aggressivi nel breve termine.