Mercati Asiatici : Va in scena la solita replica.

Inviato da Redazione il Gio, 27/03/2008 - 06:55
Quotazione: CHINA SHANGAI
Variazioni degli indici rilevata alle ore 5:30 :

Topix (Tokyo) -0.87%
Nikkei 225 -0.82%
Hang Seng +0.39%
China Csi 300 -2.89%
Shanghai -3.79%
Shenzhen -3.08%
Taiwan Taiex -1.80%
Kospi -0.45%

In Asia si guarda nello specchio posto oltre oceano per cercare di intravedere un luminoso futuro e si finisce invece per trovarci i propri guai.

In America dopo il crollo della fiducia dei consumatori il mercato ha dovuto fare i conti con una flessione inaspettata degli ordini dei beni durevoli e con la crisi immobiliare. Le vendite di case nuove hanno subito una flessione dell'1,8% a 590.000, scendendo così al livello più basso degli ultimi 13 anni.

Ovviamente i dati riguardanti gli ordinativi dei beni durevoli che fotografano la debolezza del ciclo Usa, chiamano una nuova riduzione dei tassi di riferimento da parte di Federal Reserve. Su queste prospettive come di consueto il dollaro affonda. E affonda in particolare verso euro segnando nella notte 1.5848, valore molto vicino ai recenti record. All'apprezzamento dell'euro contribuiscono i soliti puntuali e sagaci commenti del banchiere centrale europeo Jean-Claude Trichet, interpretati da analisti e mercati finanziari come ulteriore conferma che la politica monetaria Bce rimarrà invariata.

Quando il dollaro affonda, le materie prime volano.
Se le materie prime volano le società asiatiche che hanno per loro natura un forte impiego di materie prime soffrono e guidate da Baoshan Iron & Steel Co, China Petroleum & Chemical Corp. e PetroChina Co. nella notte trascinano gli indici cinesi al ribasso con Shanghai che da inizio 2008 brucia oltre un terzo della propria capitalizzazione.
Chi si indebita a breve in dollari vendendoli allo scoperto per speculare sul corrispondente rialzo delle materie prime nel frattempo consegue guadagni stratosferici.

E' la stessa commedia che quotidianamente si replica, battuta per battuta. C'e' solo da sperare che la commedia non si trasformi in tragedia.

Roberto Malnati
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