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Mercati Asiatici : Notte da favola con Dollarneve e i G7 nani

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Variazione degli indici rilevata alle ore 5:30 :

Topix (Tokyo) +2.20%
Nikkei 225 +2.34%
Hang Seng +2.03%
China Csi 300 -0.20%
Shanghai -0.12%
Shenzhen -0.38%
Taiwan Taiex +0.91%
Kospi +1.05%

Si sta squagliando come la neve al sole il dollaro. E i rivoli prodotti dallo scioglimento innaffiano e fanno crescere rigogliosa la pianta della speculazione in commodities.

“Fin dal nostro ultimo incontro vi sono state repentine fluttuazioni e noi siamo preoccupati sulle implicazioni che possono avere sulla stabilità economica e finanziaria. Noi continuiamo a monitorare strettamente il mercato dei cambi e a cooperare appropriatamente” affermava pochi giorni fa il G7 in uno dei passi del comunicato.
Il G7 era per la prima volta decisamente preoccupato per le fluttuazioni. Probabilmente si sarà preso un calmante e adesso riposerà beato contando le pecorelle che saltano lo steccato o i dollari che escono dalla stampatrice.

La corsa senza fine del petrolio, spinta dalla consueta ondata di acquisti speculativi alla ricerca di beni rifugio di fronte allo sgretolarsi delle quotazioni del dollaro, ha nel frattempo spinto l’oro nero a superare ieri sera per la prima volta i 115 dollari. E la fiammata delle materie prime ha trascinato con sé le commodities essenziali non solo all’industria, come rame, oro e argento, ma anche ai consumatori, come il riso, che ha bruciato nuovamente tutti i record, e il caffè. Ma per il caffè non ci lamentiamo; ne berremo meno, così non ci innervosiremo al momento di fare il pieno. Per il pieno poi useremo lo zucchero risparmiato non bevendo il caffè.

C’e’ chi per sopravvivere, e anzi per prosperare, ha da tempo deciso che esistono 2 mercati : uno finto, per stranieri, fatto di contratti future e di merce che nella quasi totalità dei casi non verrà mai consegnata e uno vero. La Cina, tanto per fare un esempio, dopo la fortissima riduzione nel finale dell’anno scorso dovuta a un sempre più vivace mercato interno, ha esportato a marzo 4,16 milioni di tonnellate di acciaio con un incremento del 15% rispetto a febbraio. Esportazioni spinte dalla sempre più marcata differenza tra i prezzi calmierati del mercato domestico e di quello internazionale.

Il Financial Stability Forum (il nome è un ossimoro) ha anche approvato un’analisi di 90 pagine che impegna i sette paesi più industrializzati (Usa, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Canada) nei prossimi “100 giorni” a seguire raccomandazioni in grado di curare e prevenire ulteriori turbolenze finanziarie, rafforzando la trasparenza e la circolazione delle informazioni fra le autorità.

Quando avrete finito di leggere, per favore, avvisateci.

Roberto Malnati