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Mercati asiatici : L’inflazione morde la coda al Dragone

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Variazioni degli indici rilevata alle ore 5:30

Topix (Tokyo) -0.62%
Nikkei 225 +0.39%
Hang Seng -1.33%
China Csi 300 -1.12%
Shanghai -0.67%
Shenzhen -1.27%
Taiwan Taiex +0.34%
Kospi +0.30%

L’inflazione aumenta in Cina con una velocità sorprendente. A gennaio l’indice dei prezzi al consumo è salito del 8.7% contro il 7.1% di gennaio che a sua volta aveva già segnato un rialzo record.
E’ cresciuto a dismisura il prezzo della carne dei maiale con un +63% rispetto all’anno precedente. Le verdure sono cresciute mediamente del 46% e l’olio combustibile del 41%.
Se a questo aggiungiamo la stima della banca mondiale che ritiene che in Cina almeno 300 milioni di persone vivano ancora in povertà e che i prezzi alimentari costituiscono un terzo dei indice dei prezzi al consumo, possiamo capire la dimensione della crisi che il governo cinese si trova ad affrontare.

La borsa Cinese, che segna un nuovo minimo da 7 mesi a questa parte, sta impietosamente fotografando la situazione con gli investitori che abbandonano i titoli legati alla crescita, spaventati dalla possibilità di nuovi aumenti dei tassi.

Ma, in cinese, la parola crisi è formata due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro l’opportunità.
Per chi crede dunque che quella delle materie prime sia l’ennesima bolla finanziaria e che la Cina riuscirà ad uscire dalla crisi trovando una soluzione che bilanci crescita e inflazione il carattere “opportunità” è da tenere in doverosa considerazione.

Roberto Malnati