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Mercati Asiatici : Fa la piaga insanabile il medico pietoso

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Variazione degli indici rilevata alle ore 5:30 :

Topix (Tokyo) -0.44%
Nikkei 225 -0.49%
Hang Seng +0.26%
Csi 300 -1.38%
Shanghai -2.09%
Shenzhen -1.74%
Taiwan Taiex -0.37%
Kospi +0.01%

Per quanto io ci provi, non riesco mai ad abituarmi all’idea che il mercato debba quotidianamente premiare i comportamenti più dissoluti e al contempo penalizzare quelli virtuosi.

Giacomo Vaciago al Forum internazionale di Coldiretti sull’energia di Venezia ribadisce quanto ci raccontiamo ormai da settimane : “Da quando usiamo il mais per produrre etanolo, cioè coltiviamo energia, non è più conveniente dare da mangiare alle persone. Conviene coltivare a fini energetici”, “Il dollaro debole ed i bassi tassi di interesse stanno accentuando la crisi energetico alimentare. Ci si indebita in dollari per comprare mais, così si guadagna dai due lati”.

La Cina al momento è il paese più sensibile al problema e ha da tempo messo un freno all’impiego di derrate alimentari per la produzione di energia, costringendo allo stesso tempo i grandi produttori energetici ad incamerare parte degli aumenti dei prezzi di petrolio e gas, senza che gli stessi vengano rigirati in toto ai consumatori.
La borsa ovviamente penalizza le aziende costrette a questi comportamenti virtuosi, perché guarda ai dividendi e agli utili di breve. Il risultato tangibile è il nuovo minimo toccato dalla borsa di Shanghai nella notte, con la discesa che dai massimi di ottobre 2007 raggiunge il -50%.

Giusto ieri in attesa delle statistiche ufficiali del National Bureau of Statistics, il vice governatore della People’s Bank of China, la banca centrale cinese, ha dichiarato che a marzo l’indice dei prezzi al consumo in Cina è stato calcolato intorno all’8,3%, con una inflazione trimestrale stimata in circa l’8%.

E’ il resto del mondo cosa fa ? I grandi sostenitori del libero mercato, sono consci del fatto che la riduzione delle scorte del petrolio sia anche imputabile al grande numero di navi cariche di petrolio “vero” che per settimane non possono scaricare in mancanza di un acquirente a causa dei prezzi troppo alti, ma in nome del libero mercato nulla fanno per impedire che la speculazione finanziaria penalizzi il mondo “reale”.

Visto che i membri del G7 hanno dimostrato di essere solo chiacchiere e distintivo, per registrare qualche intervento in merito dobbiamo guardare ai “piccoli” : Il presidente dell’Ecuador Rafael Correa ha annunciato ieri l’intenzione del suo governo di riprendere il controllo della quasi totalità delle concessioni minerarie del paese per protestare contro la mancanza di investimenti delle compagnie straniere.
Un progetto di legge sostenuto dal presidente di sinistra prevede il ritorno al controllo statale dell’80% delle circa 4 mila concessioni minerarie, in gran parte accordate a imprese americane o canadesi,che non sono state oggetto di alcun investimento e che vengono utilizzate per la speculazione.

Prosit !

Roberto Malnati