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Mercati Asiatici : Il dilemma del costo del petrolio

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In Asia il rialzo del petrolio ha frenato le possibilità di un recupero generalizzato delle borse, in scia alla buona chiusura di Wall Street.

Gli investitori cominciano a pensare che le sovvenzioni ai combustibili in Cina, India, Indonesia e Malesia, che sino ad ora hanno ritardato gli effetti negativi del rialzo dei prezzi del petrolio, potrebbero venire sospesi perché ritenuti non convenienti o pericolosi per la tenuta della valuta e dell’economia locale.

Una politica troppo aggressiva di contenimento dell’ inflazione, che preveda il continuo sovvenzionamento dei prezzi petroliferi, può di fatto risultare molto dannosa e contribuire a creare nuova inflazione nel momento in cui innesca una dinamica di capitali in uscita dal paese con le banche centrali costrette ad alzare i tassi di interesse. Rialzi che nel contempo stimolano gli investitori ad uscire dal mercato azionario.

Giusto questo mese, le banche centrali di India, Indonesia, Filippine e Tailandia sono state costrette a ritoccare tutte al rialzo i principali tassi di interesse.

Cosa possiamo aspettarci in futuro se il petrolio dovesse continuare ad apprezzarsi ? I paesi asiatici che avranno le riserve monetarie e la forza politica per deregolamentare il costo della benzina e del diesel, agendo in favore dell’economia su dazi doganali, rimborsi e realizzazione di infrastrutture e servizi potranno godere di una borsa e di una valuta relativamente stabile anche nel caso in cui il petrolio tornasse a raggiungere nuovi massimi. Per gli altri si prevedono momenti molto difficili.

I paesi occidentali potranno invece godere di un momentaneo recupero delle borse, dovuto al peso dei titoli petroliferi negli indici. Ma medicine come l’ estensione delle aste di rifinanziamento decisa dalla Fed di concerto con la Bce e la Banca nazionale svizzera, potranno solo portare un momentaneo sollievo.

Roberto Malnati