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Mercati Asiatici : Chi gioca col cibo ?

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Variazione degli indici rilevata alle ore 5:30 :

Topix (Tokyo) -0.44%
Nikkei 225 -0.90%
Hang Seng +0.07%
China Csi 300 -0.25%
Shanghai -0.22%
Shenzhen -0.24%
Taiwan Taiex +1.24%
Kospi +0.49%

C’e’ poco da dire sui movimenti degli indici asiatici di questa notte : gli acquisti e le vendite si sono concentrati sui soliti temi legati al crollo del dollaro unito al consueto aumento record delle materie prime.
Aumento che ha costretto le autorità monetarie cinesi a rivalutare come al solito lo yuan verso dollaro per cercare di mitigare l’inflazione.

La Banca Mondiale in una nota rilasciata nel corso degli incontri di primavera osserva: “negli ultimi 36 mesi i prezzi del grano sono saliti del 181% e i prezzi degli alimentari a livello globale dell’83%, con i costi che ci si aspetta restino alti nel 2008 e 2009 prima di iniziare a scendere”.
Il Fmi e’ tornato a richiamare l’attenzione sui rischi per la crescita legati ad inflazione e petrolio. Rischi inflattivi che aumentano, nonostante l’economia rallenti, avverte il Fondo nel suo World Economic Outlook.

Eppure nonostante le esortazioni alla ragionevolezza, anche ieri sera c’e’ stato il solito teatrino sul mercato delle commodities. Serviva una notizia per far partire le danze e la notizia è arrivata.
Per i commentatori del mercato, a spingere i prezzi facendoli schizzare ai massimi, e’ stato l’inaspettato calo delle scorte americane. I dati, riferiti alla scorsa settimana, indicano una diminuzione di 3,15 milioni di barili per il greggio e un calo sia per i prodotti distillati che per la benzina. La notizia ha immediatamente fatto risalire le quotazioni dei futures con consegna a maggio. A New York il greggio si e’ portato fino a 112,21 dollari, nuovo massimo che supera quello di 111,80 toccato il 17 marzo scorso.
Con il petrolio sono volati, per simpatia, anche soia, grano, zucchero, cacao e gas naturale.
Ma noi sappiamo che la notizia era una semplice scusa, una ghiotta occasione per fare soldi facili.

L’impennata nei prezzi del cibo a livello globale sta mettendo a repentaglio la lotta alla povertà e minacciando di invertire la tendenza positiva nella lotta alla malnutrizione, ma i maghi dei future che tutto possono grazie alla leva finanziaria e che, nonostante operino sul mercato dei futures sulle commodities, non si vedranno mai consegnato un singolo carico, non sono decisamente interessati al tema.

Non giocare col cibo insegna ogni mamma al suo bambino. Chissà che mamme hanno avuto questi speculatori per comportarsi così da adulti.

Roberto Malnati