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Mercati asiatici : C’è chi dice No

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Variazioni degli indici rilevata alle ore 5:30

Topix (Tokyo) -2.01%
Nikkei 225 -2.09%
Hang Seng -1.57%
China Csi 300 +1.05%
Shanghai +1.15%
Shenzhen +0.95%
Taiwan Taiex +0.09%
Kospi -1.37%

Tutte le borse asiatiche, a parte una, intimorite dalle parole di Bernanke si apprestano a chiudere in negativo. I fatti sono ormai arcinoti.

Ieri dopo che il presidente degli Stati Uniti George W. Bush: ha dichiarato “Non ci sono dubbi – l’economia sta rallentando, ma non ci stiamo dirigendo verso una recessione”. i mercati hanno capito che la recessione è ormai sicura e dopo che Bush ha dichiarato “Crediamo in un dollaro forte e crediamo che i fondamentali dell’economia siano ancora sufficientemente solidi per crescere, per continuare a crescere in una maniera più forte rispetto a oggi”, il mercato ha capito che gli Stati Uniti pur di salvarsi sono disposti a lasciar affondare la propria moneta per far pagare al resto del mondo i loro debiti e hanno di conseguenza venduto dollari senza tregua e comprato petrolio e oro.

Ma in Asia c’e’ anche chi si è stancato di scimmiottare la crisi e la borsa degli americani e dopo aver costruito a tempo di record, ossia in meno di quattro anni, il più grande terminal aeroportuale del mondo e probabilmente anche il più bello, dopo averlo inaugurato ieri, dopo aver raggiunto un intesa con i fratelli americanizzati di Taiwan per permettere loro di tornare a investire nella madre patria e dopo aver difeso il nuovo accordo da 16 miliardi di dollari con lo “stato canaglia” del momento ossia l’Iran per garantirsi gli approvvigionamenti di gas da uno dei più ricchi giacimenti del mondo, si permettono il lusso di andare in controtendenza anche con la propria borsa. Di chi si parla ? Ma della Cina ovviamente.

Roberto Malnati