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Mercati Asiatici : Apparizioni e sparizioni

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I mercati asiatici questa mattina sembrano abbastanza indifferenti al destino di Fannie Mae e Freddie Mac, al fallimento della banca californiana IndyMac e alle scene di panico dei correntisti accorsi per ritirare i propri risparmi dalla banca.

I temi della mattinata paiono i soliti. Ci sono i produttori di energia elettrica in sofferenza a causa dell’impossibilità di applicare ai propri clienti i rincari dovuti al sempre più oneroso approvvigionamento delle materie prime. Ci sono i produttori di acciaio che invece festeggiano ottime previsioni di utili e ci sono tutti gli altri che subiscono l’ennesimo rincaro del prezzo del petrolio che quota anche questa mattina oltre i 145 dollari al barile.

In Europa invece la crisi americana ha tenuto banco sui giornali del fine settimana e l’apparizione annunciata della coppia formata dal segretario al Tesoro Henry Paulson e del presidente della Fed Ben Bernanke, è attesa almeno quanto quella di un taumaturgico messia, dato che hanno deciso di svelare, prima dell’apertura dei mercati americani, un piano di salvataggio.

Per intanto a sorprendere è il comportamento della Sec, l’organo di controllo della Borsa Usa, che scende in campo anche di domenica annunciando che aprirà immediatamente un’inchiesta su probabili manipolazioni di prezzi di cui si sarebbero rese colpevoli alcune società che gestiscono titoli finanziari. Nel frattempo, secondo il Washington Post, i funzionari del Dipartimento del Tesoro Usa hanno sollecitato alcune grandi banche che normalmente acquistano obbligazioni affinché garantiscano che Freddie Mac oggi riesca a vendere 3 miliardi di obbligazioni.

Prima che il Tesoro e la Fed acquistino direttamente queste obbligazioni, chissà se questa manovra a tenaglia operata congiuntamente dalla Sec e dal Tesoro sulle società finanziarie riuscirà a convincere il mercato che evitare il completo tracollo della borsa e del dollaro è ancora possibile.

Roberto Malnati