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Mercati: il 2015 sarà l’anno della volatilità

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Preparatevi al ritorno della volatilità sui mercati. Se per buona parte dell’anno la variazione dei mercati è stata piuttosto limitata, con settembre e ottobre si è iniziato a vedere una certo sali-scendi, in seguito alla fine del quantitative easing da parte della Federal Reserve e dai segnali macro poco incoraggianti arrivati dall’Eurozona. Ebbene, questo è solo l’inizio. Secondo Bob Jolly, head of global macro e fixed income di Schroders, il 2015 sarà l’anno della volatilità. Per la gioia dei trader che potranno così giocare sull’altalena dei mercati. Ecco come e perché.
Si avvicina una fase di politiche monetarie rigide in Usa e Uk
Il 2015 vedrà un ciclo di stretta monetaria da parte della Federal Reserve, spingendo la volatilità sui mercati: “Ci aspettiamo che la volatilità – tenuta sotto controllo dai modesti tassi di base e dal quantitative easing – inizierà la fase di avvicinamento alle più elevate medie storiche nel corso del 2015”, sostiene Jolly. Questo scenario verrà alimentato da una fase di politica monetaria più rigida anche in Gran Bretagna. “Sebbene ci siano alcuni fattori strutturali che limiteranno la capacità della Bank of England di imporre forti e prolungate fasi di rialzo dei tassi – avvisa l’esperto – i mercati si aspettano un ciclo di stretta monetaria più lento e più in ritardo rispetto alle nostre previsioni”.
Un’Eurozona fragile
Nel frattempo, i problemi dell’economia dell’area euro sono peggiorati, rendendo i mercati europei più sensibili all’attualità rispetto agli Stati Uniti e al Regno Unito. L’annuncio da parte della Banca centrale europea di un programma di acquisto di ABS e covered bond è stato accolto con scetticismo: pochi investitori ritengono che questo piano sia grande abbastanza da avere un impatto reale sull’economia. Sul mercato, cresce intanto il consenso attorno all’idea che la BCE annunci nel 2015 un piano di acquisto di titoli di Stato, sebbene gli ostacoli politici rimangano alti. “Abbiamo una view favorevole all’esposizione sovrana sull’Eurozona, rispetto ai Treasury statunitensi, e a nostro avviso lo spread tra i titoli di Stato dei Paesi del Sud dell’Eurozona e i Bund tedeschi potrebbe ulteriormente restringersi con un eventuale annuncio del QE da parte dell’Eurotower”, suggerisce l’esperto di Schroders.
Luci e ombre sui mercati emergenti
L’incremento della volatilità tende a toccare questi Paesi in maniera più differenziata e pronunciata rispetto ai mercati sviluppati. Ciò può far sorgere alcune isolate opportunità nel debito sovrano a lunga scadenza, secondo Schroders. L’attuale debolezza dei prezzi delle materie prime offre un quadro di supporto per le economie asiatiche, ma negativo per l’America Latina. Ci sono inoltre alcune opportunità nei Paesi in cui le Banche centrali hanno alzato i tassi di interesse per supportare le proprie divise. Tuttavia, con i bond denominati in moneta locale, gli investitori devono stare attenti al rischio valutario, che può erodere i ritorni molto velocemente.