Mellon: il nuovo volto della Cina attira l'industria cosmetica

Inviato da Redazione il Mer, 11/10/2006 - 09:50
Il numero di donne cinesi tra i 15 e i 64 anni è di gran lunga superiore alla cifra aggregata per Stati Uniti,
Europa e Giappone.


Oltre a suscitare grande interesse in tutto il mondo per il contributo al contenimento dell'inflazione in
Occidente e alla costruzione di ampie riserve di valuta estera, l'inarrestabile corsa della Cina verso il
proprio ruolo di superpotenza economica ha spesso offuscato le economie asiatiche dei paesi limitrofi. Ma
mentre la Cina resta l'indiscusso motore della crescita asiatica, si scrive relativamente poco su ciò
che sottende alla rapida espansione dei consumi nel paese. Tuttavia, dato che il nostro processo di
investimento si basa sui temi globali, ci troviamo spesso a indagare su tali questioni.

Un buon esempio è lo stimolo esercitato attualmente dai nascenti settori della cosmetica e dell'igiene
personale in Cina. Come per molti aspetti della moderna vita cinese, la precedente visione maoista
dei prodotti di bellezza, considerati borghesi e antirivoluzionari, sta cambiando, aprendo così nuove
opportunità. Nonostante il reddito medio pro capite in Cina sia ancora al di sotto dei 2.000 dollari USA
all'anno, il mercato della bellezza in Cina è attualmente all'ottavo posto al mondo. Le stime variano, ma le vendite al dettaglio di prodotti cosmetici nel 2004 si aggiravano intorno ai 70 - 90 miliardi di RMB (compresi circa tra 7 e 9 miliardi di euro).

In effetti, nonostante il ritmo formidabile del progresso economico in Cina, la crescita del fatturato del settore cosmetico ha superato quella dell'economia in 12 degli ultimi 14 anni. La causa
risiede nel fatto che i lavoratori cinesi recentemente urbanizzati hanno iniziato rapidamente a sfruttare il
loro nuovo potere di acquisto. Non sorprende pertanto che, con milioni di nuovi lavoratori che
arrivano negli uffici e nelle fabbriche del paese ogni anno, la cura del proprio aspetto sia diventata un
aspetto cruciale della spesa personale. Ciò che sorprende maggiormente, ed è assai rivelatore dei gusti emergenti dei consumatori cinesi, è il tipo di cosmetici attualmente preferito dai lavoratori.

Il segmento di gran lunga più significativo per il mercato cosmetico cinese è la cura della pelle. A
causa della combinazione della cultura taoista, profondamente radicata nel paese, e della diffusione
dei gusti occidentali, entrambi promotori della vitalità giovanile, i prodotti per la cura della pelle
rappresentano il 38% delle vendite di cosmetici in Cina nel 2004. La crescita del settore resta
estremamente solida rispetto ad aree come bagnoschiuma e prodotti per l'igiene dentale.
L'improvviso incremento dei prodotti per la cura della pelle è originato da due aspetti. In primo luogo la
fulminea espansione dei rivenditori stranieri scatenata alla fine del 2004, quando la Cina ha
annullato le restrizioni sulle imprese estere, consegnando loro il pieno controllo operativo sulle aziende satelliti in Cina nonché la libertà di operare dalle sedi da loro prescelte. Questo provvedimento ha determinato rapidamente la migrazione dei rivenditori cinesi esistenti verso le città minori del paese, mentre i principali marchi occidentali hanno iniziato ad arrivare in gran numero.

Oggi, i grandi magazzini in Cina, che rappresentano tuttora il canale più importante per la vendita di prodotti di bellezza di alta qualità, registrano un afflusso di clienti senza precedenti con aree dedicate ai più famosi produttori di cosmetici del mondo. L'altra ragione per cui sono le creme per la pelle ad aver determinato i maggiori incrementi nelle vendite di cosmetici in Cina è di tipo culturale. Al centro del concetto cinese di bellezza c'è la lotta contro l'invecchiamento. Nonostante il consumatore medio di prodotti di bellezza in Cina sia al di sotto dei 35 anni, probabilmente ha iniziato a usare prodotti anti-età non appena il suo reddito lo ha reso possibile.

Data la crescita del numero di residenti nelle aree urbane, la concorrenza sociale è diventata
aggressiva e i fornitori di prodotti di bellezza puntano ora con successo alla classe sociale emergente. Tuttavia, è ancor più significativo il fatto che, almeno da un punto di vista estetico, la bellezza attualmente per i cinesi significa una pelle più luminosa e più bianca. Naturalmente, ciò ha avuto un impatto sulle vendite di prodotti per la pelle come i filtri solari, i detergenti per il viso e le creme idratanti.

In effetti, un sondaggio dei consumatori di Pechino nel 2005 ha rilevato che oltre il 90% degli intervistati
utilizza regolarmente un prodotto per la pulizia del viso, mentre poco più di un quarto dello stesso
gruppo utilizza regolarmente prodotti detergenti. Un risultato probabilmente ancor più sorprendente del
sondaggio riguarda quanto sono disposti a spendere i nuovi abitanti delle aree urbane in Cina. In base al
sondaggio, chi ha un reddito familiare medio inferiore a 14.999 RMB (1.860 dollari USA) spende
verosimilmente fino a 499 RMB (62 dollari USA) al mese in prodotti per la cura della pelle, mentre chi
guadagna di più è disposto a spendere fino a 124 dollari USA al mese.

Se non altro, queste rilevazioni indicano la rapidità con cui le preferenze dei consumatori possono prendere piede nella Cina di oggi e contribuiscono a spiegare perché i marchi occidentali, da Armani a Wal-Mart, hanno fatto la fila per entrare nel mercato cinese. A cura di www.fondionline.it

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